Kjaro, l’innovativo ombrello “made in Italy” che raccoglie 65mila euro su Kickstarter

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È diventato in pochi giorni uno dei progetti italiani più finanziati su Kickstarter, con oltre 65mila euro a fronte dei 20mila previsti per partire. Si tratta di Kjaro, il primo ombrello al mondo che puoi riporre comodamente in borsa anche se bagnato fradicio, grazie a tre semplici accortezze: un tessuto che respinge le gocce, una chiusura realizzata con delle calamite, e soprattutto una custodia impermeabile munita di un particolare serbatoio per raccogliere l’acqua per poi svuotarla quando vogliamo. Tutto rigorosamente Made in Italy. Un sistema per non essere costretti ad abbandonare l’ombrello all’entrata di un locale o in autobus, finendo spesso di dimenticarcelo lì.

L’idea viene proprio da chi sui mezzi pubblici ci ha passato molto tempo: Angelo Vadruccio, fondatore di una startup con base in Brianza, la Kjaro srl. «L’idea è nata dalla mia esperienza di pendolare che utilizzava la metropolitana di Milano e osservava i tanti piccoli disagi che un ombrello bagnato può creare».

Qui invece, si può riporre il proprio ombrello nella sua custodia non appena ha smesso di piovere, e l’acqua verrà convogliata verso il serbatoio, senza farla fuoriuscire. Basterà ruotare il serbatoio per svuotarlo al momento opportuno. Ma non solo. Kjaro, che ha un brevetto depositato, è molto elegante anche a livello estetico, essendo pensato per essere indossato come una pochette, in modo da non costringerci ad avere una mano occupata mentre camminiamo. Per i più esigenti in materia di stile, la custodia è anche personalizzabile.

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Che aria respiri? Da una start up di Berkeley ecco mappa e sensori per misurare l’inquinamento

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Utilizzare la rete per creare consapevolezza su ciò che stiamo effettivamente respirando, e proteggerci adeguatamente. Per David Lu, studente di ingegneria ambientale nato e cresciuto a Shanghai e in visita all’università di Berkeley, si tratta di una questione personale, che tocca la quotidianità di milioni di suoi connazionali, e non solo, e che l’ha portato giovanissimo a mettere a punto il più piccolo sensore al mondo, facile da portare con sé come un portachiavi.

Il funzionamento è molto semplice: si illumina di verde se i livelli sono entro la soglia, di rosso se non lo sono. Si chiama Clarity  e rileva il livello di inquinamento presente nel luogo in cui ci troviamo.
Nelle metropoli cinesi o indiane, le concentrazioni di PM 2.5 sono infatti altissime, anche oltre 500 microgrammi per metro cubo, quando il limite consigliato sarebbe 25 microgrammi.

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Con l’osmosi inversa Israele produrrà acqua low cost desalinizzata

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L’acqua è il bene più prezioso, ma anche quello che scarseggia di più, perciò le tecnologie in grado di produrre acqua pulita sono sempre più importanti. E desalinizzare l’acqua di mare è una strada che Israele percorre al galoppo negli ultimi anni, con l’obiettivo di assicurarsi l’indipendenza idrica per i prossimi decenni.
Siccome gli alti costi dell’energia richiesta per mettere in moto i macchinari non deve essere troppo elevata rispetto ai volumi di acqua prodotta, Israele, pioniere anche in questo, ha trovato il modo di produrre acqua a un costo più basso delle tecnologie precedenti con l’impianto di desalinazione più grande al mondo situato a sud di Tel Aviv. L’acqua lì prodotta dai processi di dissalazione è la più economica nel mondo: 58 centesimi di dollaro per metro cubo, cioè 50 centesimi di euro al metro cubo, che significano secondo le stime, dai 300 ai 500 dollari all’anno per nucleo familiare.

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L’economia dei Millennials

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Sono ragazzi e ragazze che nel 2025 costituiranno il 75% della forza lavoro del pianeta. Quelli che spesso vengono etichettati come dei narcisisti, pigri e indecisi, che vivono ancora con i genitori. La loro cultura digitale minaccia di fare perdere il 35% dei ricavi all’intero sistema bancario mondiale da qui al 2020. Quando impugnano lo smartphone o anche se soltanto usano uno spazzolino da denti, consapevoli o meno, detteranno le regole dell’economia nei prossimi decenni. Sono i «superpoteri» dei millennials, i ragazzi nati tra il 1980 e il 2000. Dopo una recessione storica, questa è la loro “new economy”.

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