La società dell’industria 4.0

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In questi giorni a Davos, in Svizzera, si è tenuto il meeting annuale World Economic Forum, che quest’anno aveva come focus la gestione della Quarta Rivoluzione Industriale, quella dell’Internet delle Cose (Internet of Things – IOT), dei Big Data, dell’automazione: la rivoluzione della connettività. Una sfida importante anche dal punto di vista energetico, poiché una rivoluzione industriale oggi deve essere prima di tutto sostenibile.
«La quarta rivoluzione industriale deve prevedere un dimezzamento delle emissioni ogni decennio da qui al 2050, fino a raggiungere le zero emissioni» commenta a Davos Johan Rosckstrom, dello Stockholm Resilience Centre. Il problema è che renderla tale è estremamente complesso, perché in ballo ci sono dinamiche che vanno ben oltre il piano energetico o economico in senso stretto. In ballo ci sono infatti le supply-chains, le migrazioni, gli interessi geopolitici, le guerre per le risorse energetiche, la crisi fiscale e, non da ultimo, le iniquità sociali.

LA MAPPA DEI RISCHI GLOBALI
Qualche giorno fa sempre il World Economic Forum ha pubblicato il Global Risk Report 2017, che fa il punto sui rischi globali a cui siamo sottoposti, e dal quale emerge il peso specifico delle questioni ambientali per il pianeta nei prossimi decenni, in relazione a un mondo che cambia e a una rivoluzione industriale che in realtà ci vede già coinvolti. L’unico modo oggi per comprendere un fenomeno complesso, come il rischio ambientale ed energetico a livello globale, è osservarlo a 360 gradi, studiarne le interconnessioni con altri fenomeni, in quadro geografico mondiale.
Ragionare insomma in termini di mappe. L’aspetto maggiormente interessante di questo rapporto sono proprio le sue mappe, come quella qui sotto, che mostrano le interconnessioni fra i vari fenomeni che stanno accadendo a livello planetario, evidenziando senza vie di fuga come ogni politica, ogni azione individuale e collettiva sia intimamente connessa con altre dinamiche apparentemente distanti. L’“epistemologia della complessità”, che ha mosso i suoi primi passi oltre 50 anni fa, è un tema centrale oggi più che mai.

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Quando il sismografo si fa in classe

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È proprio vero: siamo nell’epoca dei “makers”, degli “artigiani digitali”, di giovani che con l’aiuto delle nuove tecnologie, oggi disponibili a costi bassissimi, riescono a costruire dispositivi elettronici d’avanguardia a casa propria.
È quello che ha fatto un gruppo di studenti del Liceo Paschini a Tolmezzo, con l’aiuto dei sismologi dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste e Udine e sotto la supervisione del loro insegnante di fisica. I ragazzi hanno costruito infatti un sismografo perfettamente funzionante utilizzando un software libero, accelerometri ADXL345 cioè gli stessi sensori presenti nei nostri telefonini o in molti dispositivi per video giochi, e Arduino, la famosa scheda elettronica low cost pensata proprio per chi vuole iniziare a mettere le mani in pasta con pochi spiccioli. La messa a punto del sismografo, è costata nel suo complesso meno di una trentina di euro.

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Dimentica ogni password e ogni codice: ora ci pensa EveryKey

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John McAfee è un nome noto nel mondo dell’informatica per aver messo a punto i noti antivirus. Oggi, dopo una vita quasi da Indiana Jones, ritorna sulla scena con una nuova startup: Everykey. Obiettivo? Eliminare ogni tipologia di chiavi,password, foglietti dove annotiamo i nostri codici segreti, mani pasticciate con serie di simboli e numeri che altrimenti non ricorderemmo mai. Everykey, lo dice la parola, è infatti la chiave che apre tutte le porte, il quaderno segreto che contiene tutte le nostre password ma che nessuno può aprire.

Basta avvicinare Everykey al nostro smartphone, al computer, al tablet, ma anche alla porta di casa o alla macchina per entrare in un account, in casa o in auto. O semplicemente per attivare il pc o lo smartphone in stand-by. Basta poi allontanarci per chiudere la nostra auto o per sloggarci da uno dei nostri account. Non serve una connessione internet affinché Everykey sblocchi un device, fatto salvo il loggarsi per entrare in un sito web o in uno dei nostri social, per cui serve collegarsi alla rete.

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ARKE, l’esoscheletro in fibra di carbonio che si controlla tramite tablet

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Di esoscheletro si parla da diverso tempo, e sono molte le ricerche in atto per costruire apparecchi in grado di farcamminare chi non può farlo. Una struttura esterna al nostro corpo, ma integrata a esso e progettata per sostenerci e permetterci di compiere qualsiasi movimento.

ARKE, progettato da Bionik Laboratories, è in questo senso una delle tecnologie più all’avanguardia, perché permette di camminare più velocemente rispetto ai prototipi precedenti che aveva messo a punto l’azienda, aiuta nella riabilitazione e hacosti di realizzazione nettamente inferiori. Ma soprattutto perché è il primo prototipo di esoscheletro che si controlla tramite tablet integrato.

Secondo quanto si apprende dovrebbe essere presto messo in produzione per essere inizialmente proposto ai pazienti in fase di riabilitazione, con l’obiettivo di diventare successivamente un alleato per la vita domestica delle persone che non possono camminare.

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