Due fratelli, una pompa a pressione, centomila euro di fatturato. Idrowash punta su Internet

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Una tecnologia innovativa che pulisce le superfici di edifici e aree urbane senza bisogno di agenti chimici. È questa l’idea alla base di Idrowash, la startup creata da due giovani veronesi di 29 e 31 anni, Alessandro e Marco Florio, che hanno fatto di necessità virtù, trasformando l’esigenza di sistemare la vecchia casa del nonno in un lavoro grazie a una innovativa idropulitrice.

Siamo abituati ad associare la parola startup a incubatori, business angel, contest e quant’altro, ma a quanto pare una buona idea non richiede necessariamente questo percorso per avere successo. “Tutto è cominciato un paio d’anni fa – ci racconta Alessandro – quando io e mio fratello abbiamo cominciato a sistemare la casa di nostro nonno. La casa era vecchia e le superfici andavano restaurate, ma le società a cui ci siamo rivolti chiedevano circa 60 mila euro e quindi abbiamo cercato di fare da noi, grazie a internet”. Alessandro e Marco cominciano a cercare in rete soluzioni alternative già operanti all’estero e individuano alcuni prototipi interessanti, ma loro vogliono qualcosa di più, e lo realizzano in soli 18 mesi: un sistema di pulizia che non facesse uso di sostanze chimiche che potrebbero rovinare i materiali più antichi.

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Cybercrime, attacchi informatici in crescita ovunque

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I tempi del “chi vuoi che sia interessato ad attaccare uno come me” sono finiti, da parecchi anni. La sicurezza informatica è oggi un problema che tocca tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni.
Primo dato: attacco informatico non è automaticamente sinonimo di spionaggio industriale. Riguarda tutti, anche il cittadino comune. Secondo: il numero degli attacchi considerati gravi è cresciuto moltissimo negli ultimi quattro anni e nella maggior parte dei casi non mira a un utente specifico, ma a rubare più informazioni possibile, perché – e questo è il terzo dato – ilCybercrime non è altro che il vecchio crimine con armi nuove: l’obiettivo è e rimane il denaro, indipendentemente da chi bisogna colpire per ottenerlo.”
A parlare è Alessio Pennasilico, uno degli autori del Rapporto Clusit sulla sicurezza ICT in Italia che è stato presentato a Milano il 17 marzo in occasione del Security Summit 2015.

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Europei addio, sempre meno figli nella UE

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In Italia si fanno meno figli rispetto a un paio di decenni fa, lo dicono tutte le statistiche, ma secondo gli ultimi dati Istat, pare che dal 2000 a oggi qualche bambino in più lo abbiamo fatto. Se all’inizio del secolo la media era 1,26 figli per donna, nel 2010 la media è salita a 1,46 – la più alta del decennio – per poi scendere a1,42 nel 2012. In particolare, dal 2009 al 2012 abbiamo avuto 42 mila nati in meno rispetto agli anni precedenti. Qualche figlio in più e un’età via via sempre maggiore alla prima gravidanza, 31 anni nel 2012, mentre solo l’8,7% delle italiane ha il primo figlio entro i 25 anni.

Anche l’Europa però, secondo quanto emerge dagli ultimi dati, non mostra una tendenza di molto dissimile. Nella maggior parte degli altri paesi si fanno un po’ più figli rispetto al Bel Paese, ma sempre meno di qualche anno fa.

Se osserviamo la mappa costruita con i dati Eurostat relativi al 2013, notiamo che l’Europa mediterranea è l’area dove si fannomeno figli. In Spagna nel 2013 sono nati 9,1 bambini ogni 1000 abitanti, in Italia meno ancora, 8,5, così come in Germania e in Grecia. Nei paesi nordici invece pare che la maternità abbia sentito decisamente meno la crisi. Che sia merito di un welfare meglio organizzato e che mette più al centro la donna nel suo essere madre ma anche lavoratrice, fatto sta che sono quasi 12 i nati ogni 1000 abitanti in Norvegia e Svezia, oltre 12 nel Regno Unito e addirittura 13,4 in Islanda e 15 in Irlanda.

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