Kingii, il braccialetto che non ti fa annegare, raccoglie 400 mila dollari in un mese

Reblogged from StartupItalia

È piccolo e facile da indossare come un braccialetto, ma può salvarti la vita in mare. Si chiama Kingii, ed è il dispositivo di galleggiamento più piccolo mai costruito, da meno di un mese al centro di una campagna su Indiegogo che in pochi giorni ha già fruttato agli ideatori oltre 400 mila dollari, quasi il 700% in più di quello che si aspettavano. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, quella di Kingii sarà una vera rivoluzione nel mondo della sicurezza in acqua.

La tecnologia è molto semplice: se sei in difficoltà, Kingii lancia un segnale in alto che può essere visto anche a notevole distanza. Nell’intervallo di un secondo dall’attivazione si gonfia come un salvagente e può rimanere così anche per 48 ore. È inoltre dotato di un fischietto e di una bussola.
Il braccialetto ha una leva che, se tirato, attiva un “cilindro”, che altro non è che una cartuccia di CO2, che riempie una piccola sacca, che a sua volta permette il galleggiamento. Inoltre, una volta acquistato, Kingii può essere riutilizzato togliendo il cilindro, confezionando nuovamente il sacchetto sgonfio, e inserendo un nuovo cilindro.

Read More

OkHi: la startup che connette l’Africa dotando tutti di un indirizzo (fisico)

Reblogged from StartupItalia

Obiettivo: permettere a chiunque di accedere al mercato digitale globale, dai conti correnti agli acquisti online. È questa l’idea di un ex product manager di Google che ha scelto la “Silicon Savannah” per realizzare il suo sogno: dare un indirizzo fisico a chi non ce l’ha.

Non è un paradosso connettere gli africani all’impalpabile network globale fornendo loro un indirizzo fisico. In realtà quella della piattaforma OkHi è una profonda innovazione, che ha già cambiato la vita a molti. Secondo il giovane fondatoreTimbo Drayson, la vera innovazione per il continente africano (e non solo) da qui a qualche anno sarà dotare tutti di un indirizzo fisico, che permetterà a chiunque di comprare su siti online, aprire conti correnti, accedere ai servizi nazionali e internazionali, acquistare biglietti aerei e quant’altro.

Read More

InSight, la startup palermitana che mette la realtà aumentata al servizio dei non vedenti

Reblogged from StartupItalia

L’idea della startup siciliana InSight si chiama Arianna, ed è un sistema nato per migliorare le capacità sensoriali di chi ha difficoltà visive durante gli spostamenti. Arianna, come il famoso filo, permette infatti alle persone con difficoltà visive di destreggiarsi con facilità in qualsiasi “labirinto”: dai luoghi pubblici come aeroporti, supermercati, ospedali e stazioni, alla propria casa. Il filo però questa volta è virtuale. Si tratta infatti diun sistema di navigazione pedonale tramite smartphone, basato sulla realtà aumentata, e che non prevede l’utilizzo del GPS o l’ausilio di pavimenti tattili.

Arianna è un brevetto depositato da InSight, una startup dell’Università di Palermo, e rappresenta un sistema innovativo di navigazione indoor, che si è già aggiudicato una buona recensione sul MIT Technology Review e ha vinto l’edizione 2014 di StartCup Sicilia. A mettere in campo il progetto, un team di ingegneri dell’Università di Palermo, un gruppo eterogeneo per età e per esperienza, dove non mancano i giovani.

La tecnologia alla base di Arianna è molto semplice: basta scaricare la app e avremo fra le mani la nostra personale versione di realtà aumentata. Una volta che la persona non vedente (ma la tecnologia è pensata anche per gli anziani o per vedenti con difficoltà in ambiente indoor) si trova in un luogo dove è stato istallato il sistema Arianna, la app codifica le informazioni interattive lungo il percorso, informandola sulla direzione da seguire tramite un segnale vibrante sul proprio cellulare. Le vibrazioni sono correlate alla posizione e alla direzione del utente, consentendogli di capire qual è la direzione da seguire e se vi dovesse essere la presenza di ostacoli.

Read More

“Ascoltami”. È sarda la start up che aiuta i sordi a sentire tutto quello che accade in casa

Reblogged from StartupItalia

La giovane Alessandra Farris ha avuto un’idea che potrebbe modificare radicalmente la quotidianità delle persone sorde. Da questa idea è nata IntendiMe, un gioco di parole che in dialetto campidanese significa “ascoltami” e intorno a cui ruota l’anima dell’invenzione: un sistema che permetterà a chiunque abbia problemi di udito di essere avvisato di tutti i rumori che fanno parte della quotidianità all’interno di una casa.

Come spesso accade nel caso di idee innovative, la soluzione che Alessandra ha escogitato si basa su di un meccanismo molto semplice: una serie di placchette che, attaccate ai vari oggetti presenti in casa, sono in grado di comunicarti i suoni che producono. Ad esempio, se squilla il telefono o scatta il timer del forno, la placchetta rileva la vibrazione prodotta dal suono e l’utente riceve una notifica (luminosa o tramite vibrazione) direttamente sul dispositivo su cui è stata scaricata l’apposita app: dispositivo da polso, smartphone o tablet. Tramite la app sarà inoltre possibile nominare ogni placchetta in modo da riconoscere al volo da dove proviene il suono a cui la notifica si riferisce.

Read More