scienza
PLaNCK!: nasce il primo giornale di scienza per le scuole
Consiglio di lettura: “Biberon al piombo”
Un libro davvero interessante che ho letto di recente nell’ambito del mio corso di studi al Master in Giornalismo Scientifico Digitale in Sissa è Biberon al piombo, di Maria Cristina Saccuman (Sironi Editore, 2012). Qui una piccola recensione, nella speranza di accendere il vostro interesse.
“Nei libri di scienze delle scuole elementari la catena alimentare è rappresentata come una successione completa e rassicurante […] Se gli umani sono coinvolti, la catena si trasforma in piramide, con un maschio muscoloso in cima, i decompositori pudicamente rimossi. Nessun ritorno alla terra in previsione. Ma il problema dello schema è un altro: non dovrebbe esserci un uomo in cima alla piramide, ma un bambino allattato.” Così Maria Cristina Saccuman racconta la necessità di riconsiderare la centralità dell’impatto dell’inquinamento sulla salute dei bambini.
Un aspetto che si fa notare in questo libro è che ritornano spesso le stesse storie, storie di donne e di bambini che si ritrovano ad affrontare problemi legati allo sviluppo, malattie gravi come leucemie o malattie respiratorie. Rimbalzano molte volte le stesse parole: autismo, disturbi dell’apprendimento, QI, test, allattamento. In particolare quest’ultima: allattamento. Perché, come sottolinea più volte l’autrice – già neuroscienziata presso l’Università San Raffaele di Milano – l’impatto degli inquinanti sui bambini, e le conseguenze sul loro sviluppo nervoso, passano prima di tutto attraverso l’allattamento al seno da una madre contaminata. Inoltre, la fragilità e l’immaturità degli organi e del metabolismo di un bambino, fanno sì che essi vadano considerati la categoria più a rischio per mano degli agenti inquinanti.
Le vicende che la Saccuman rievoca sono molte, e toccano tutto il Novecento; dalle storie note alle cronache come la cosiddetta “sindrome cinese” ,che ha visto il suicidio nel 2007 di un imprenditore della Mattel a causa dello scandalo provocato da alcuni giocattoli pesantemente contaminati di piombo, alla “misteriosa malattia” che a partire dagli anni Trenta provocò la morte di moltissimi bambini per avvelenamento da metilmercurio, a Minamata, in Giappone. E ancora la fittissima nebbia che ricoprì Londra nel dicembre 1952, che provocò in soli due giorni un raddoppio della mortalità infantile, dovuta all’insorgere di gravi malattie respiratorie. Oppure il caso dei sette capodogli spiaggiati nel 2009 in Puglia, provocato dall’ abbassamento delle difese immunitarie indotto dagli agenti inquinanti presenti nel Mediterraneo, che ci racconta che cosa sono i POP, i PCB e le diossine, agenti che possono influenzare in modo viscerale lo sviluppo dei bambini.
In ogni capitolo, l’autrice introduce un particolare inquinante, attraverso una storia che racconta gli effetti di questo materiale sulla salute degli esseri umani, in particolare in età infantile. Cosa significa un avvelenamento da piombo, o da mercurio; che effetti avranno sui nostri figli, anche quelli non ancora nati, i pesticidi e gli insetticidi come il DDT o il chlorpyrifos, che hanno accompagnato i nostri pasti per oltre quarant’anni? Come vedremo le conseguenze di un uso massivo e non accorto di queste sostanze sui bambini? A domande come queste, questo libro offre una risposta precisa e supportata da dati scientificamente fondati .
Un’altra parola che ricorre spesso scorrendo le pagine è industria. Un’industria che fugge dalle proprie responsabilità civili, come nel caso della Chisso, che condannò l’intero villaggio di Minamata; o come la “casa delle farfalle” che produceva Tetraetile, un potente antidetonante per i carburanti, e che deve il suo nome proprio al fatto che i suoi operai diventavano in poco tempo soggetti ad allucinazioni che li conducevano alla follia e successivamente alla morte. Un’industria che spesso vince la propria battaglia, condannando le persone che vivono nei pressi delle zone industriali ad una vita spesso inconsapevolmente ad elevato rischio per sé e per i propri figli. Un’industria che è onnipresente nella nostra vita quotidiana e da cui non possiamo difenderci se non a livello globale – afferma l’autrice – con una legislazione preventiva, come il regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals) che entrerà in vigore nel 2018, con cui per la prima volta l’Unione Europea passa all’industria il compito di dimostrare la sicurezza dei propri prodotti.
L’importanza di agire infine – conclude la Saccuman – verso una salute globale, perché non è possibile separare la salute dei nostri figli da quella dell’ambiente. I “fili invisibili che legano i cittadini del mondo” tessono una tela indistricabile, e la salute di ogni bambino è legata alle scelte di ogni uomo e di ogni società.
Credits: Wikipedia Commons, by Lielais Rolands
2012 DA 14: il bello di un telescopio tutto per me
Anch’ io come tanti altri questa sera mi barderò per bene con giacca a vento, guanti e cappello. Uscirò con il mio telescopio sperando di osservare il passaggio di 2012 DA 14, l’asteroide con cui i media ci bombardano negli ultimi giorni. Sembra proprio essere un evento unico, perchè si trovano coniugati due elementi chiave: primo, le notevoli dimensioni dell’asteroide – circa 45 metri – secondo che esso passerà molto vicino a noi, a circa 27.700 km dalla Terra.
Quando ho letto della notizia, forse perchè oramai comincia a radicarsi il bacillo indagatore del giornalista, mi sono messa a cercare qualche informazione in più sugli asteroidi che nel tempo si sono avvicinati alla Terra, per capire meglio la peculiarità della serata che stiamo per vivere.
La prima cosa che ho scoperto è che – al contrario di molte notizie apparse qui e lì in rete – non è vero che nessun asteoide prima di 2012 DA 14 si era avvicinato tanto alla Terra. Bastano pochi clic e si scopre che ce ne sono almeno altri 6 (almeno stando al censimento del MPC) che negli ultimi 8 anni ci hanno sfiorato almeno altrettanto. Prima di esaminare l’elenco però, è importante specificare che la distanza dalla Terra di cui si parla si intende come distanza dal centro della Terra e non dalla superficie dove vive l’uomo. Quindi, ad essere precisi, bisognerebbe sottrarre alle distanze indicate 6000 km che è pressapoco il raggio della Terra. Detto questo passiamo alla rassegna asteroidale:
– 31 marzo 2004: un asteroide di 6 metri passa a circa 12.800 km dalla terra;
– 7 ottobre 2008: un asteroide di circa 4 metri si avvicina a tal punto da entrare in collisione con la Terra, nella zona del Sudan;
– 9 ottobre 2008, cioè due giorni dopo, un altro asteroide di 3 metri arriva fino a 13.400 km da noi;
– 6 novembre 2009: un asteroide di 6 metri si avvicina fino a quota 20.000 km dalla Terra;
– 4 febbraio 2011: un piccolo asteroide di un metro si colloca a una distanza di circa 12.000 km da noi;
– 27 giugno 2011: un altro asteroide di 6 metri si avvicina fino a raggiungere la distanza di 18.000 km da noi.
Insomma, negli ultimi 8 anni ben 6 asteroidi si sono avvicinati maggiormente alla Terra rispetto a 2012 DA 14. La notizia non è dunque questa, quanto piuttosto il connubio tra la distanza da noi e le sue dimensioni, come dicevamo 45 metri. Tra i primi 20 asteroidi in ordine di distanza dalle Terra infatti, solo uno nel 2009, con i suoi 40 metri, può essere paragonato ragionevolmente a quello che osserveremo stanotte. Ma seppur di dimensioni considerevoli per un asteroide, 2009 DD45 – come era stato chiamato – volteggiava ad una distanza di circa 72.000 km, quasi tre volte in più rispetto a 2012 DA 14.
L’eccezionalità della serata sembra quindi essere salva e posso cominciare a pregustarmi le ore di osservazione, io e il mio fidato telescopio.
Credits: Wikipedia Commons, by Nasa e Tungsten.