Escher mostra a Roma: la geometria è arte

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Apre a Roma il 20 settembre una mostra interamente dedicata all’opera di M. C. Escher, le cui litografie affascinano da decenni tutto il mondo, e che a quanto pare attingeva molta ispirazione dal paesaggio, specie quello italiano.

Nominare Mauritius Cornelius Escher (1898-1972) evoca senza dubbio complessi disegni in bianco e nero, litografie nelle quali perdersi, scale da salire o da scendere senza andare mai da nessuna parte, mani che disegnano se stesse, finestre che dall’interno guardano all’interno, figure geometriche che non possono logicamente stare così come stanno, ma in cui è difficile individuare esattamente dove stia l’inghippo. L’incongruenza logica in arte. E la notizia è che dal 20 settembre fino al 22 febbraio 2015 non servirà recarsi all’Aia, in Olanda, per ammirare il genio di questo artista, grazie a una speciale mostra dedicata all’artista ospitata al Chiostro del Brabante, a Roma. Una raccolta di 150 opere prodotta dal Dart Chiostro del Bramante e Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Escher e curata da Marco Bussagli, che ha potuto contare fra gli altri sui preziosi prestiti della Collezione di Federico Giudiceandrea.

Il tema portante della mostra è la natura.

Sì perché anche se a prima vista la natura pare quasi un elemento secondario nella complessità di costruzioni artistiche come quelle di Escher, quasi più decorativa che essenziale, in realtà la sua presenza è primaria nei suoi disegni, come lo è nei suoi viaggi.

 

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Arrivata in Italia la prima laurea in Videogiochi

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Apre a Roma il primo corso di laurea triennale in Videogiochi, per formare tutte le professionalità di questo settore in espansione. Con crociera inclusa.

Da quest’anno accademico chi ha la passione sfrenata per i videogiochi potrà addirittura laurearvisi direttamente, senza passare per complesse e noiose (!) lauree in informatica o in ingegneria. Apre i battenti a Roma il primo corso di laurea triennale in videogiochi, proposto da Link Campus University, un’università privata internazionale legalmente riconosciuta dallo Stato Italiano eVigamus Academy, un museo e centro di intrattenimento in Italia interamente dedicato al settore del Videogioco.

La tassa di iscrizione annuale ammonta a 4.500 euro, in cui è compresa una crociera nel Mediterraneo (sì, una vera crociera, la “Splendida” di MSC) insieme al gruppo classe dove gli studenti potranno godere i privilegi di un viaggio come questo e frequentare on the boat dei laboratori di videogiochi. Per chi non potesse permettersi di spendere 13.500 euro per una laurea triennale inoltre sono disponibili delle borse di studio.

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Mostra a Roma per i 90 anni dell’Istituto Luce

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Aperta al Vittoriano a Roma una mostra monumentale per celebrare ma soprattutto raccontare i 90 anni dell’Istituto Luce. Tra video è fotografie uno specchio della nostra storia

pesso siamo così impegnati a dissertare sulla crisi dell’informazione di oggi, o comunque sui suoi limiti e le sue contraddittorietà, guardando magari con nostalgia il giornalismo del passato, che talvolta ci dimentichiamo che, sebbene questi limiti e queste contraddittorietà sussistano senza dubbio alcuno, il mondo dell’informazione del secolo scorso quanto a criticità non aveva nulla da invidiare al panorama contemporaneo. Un misto tra riso e indignazione ci pervade quando pensiamo al “biscione” o alla faziosità di alcuni telegiornali di qualche inverno fa.

Nell’ottica del «come eravamo» ha aperto i battenti a Roma il 4 luglio scorso presso il Vittoriano una mostra interamente dedicata ai 90 anni dell’Istituto Luce intitolata Luce. L’immaginario italiano, visitabile fino al 21 settembre prossimo. Parola chiave della mostra:multimedialità, con migliaia di ore di documentari e milioni di fotografie.

Perché anche se spesso associamo l’Istituto Luce agli anni del dopoguerra e alla nascita della televisione italiana, in realtà l’Istituto di anni ne ha quasi 100, essendo stato fondato nientemeno che da Benito Mussolini nel 1924 con il nome di Unione Cinematografica Educativa. Insomma, nell’epoca in cui Giacomo Matteotti faceva il suo ultimo e sfortunato discorso alla Camera dei Deputati, unitamente alle sue azioni più buie, il regime dava il via anche agli albori di quella che oggi chiamiamo “comunicazione di massa”, sebbene a differenza di quanto accade nella Germania nazista di Goebbels, l’Istituto non fosse ufficialmente alle dirette dipendenze degli organismi di governo.

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A Roma la sensualità femminile nel Novecento

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Alla Galleria d’Arte Moderna cinque percorsi per raccontare come la seduzione femminile si è evoluta durante l’incedere del Novecento. Tra Dalì e Picasso, fra Mirò e De Chirico.

Quello appena trascorso è stato forse il secolo più contraddittorio e controverso per quanto riguarda il concetto di seduzione, specie quello femminile. La rapidità che ha caratterizzato il 1900, il susseguirsi senza sosta di forme e concezioni, il fagocitante incalzare del nuovo e il costante superarsi di stereotipi obsoleti, hanno in meno di un secolo stravolto completamente i canoni estetici della seduzione.

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (GNAM) una mostra di 130 opere dal 5 giugno fino al prossimo 5 ottobre racconta il corpo femminile per come è stato recepito dagli artisti nel corso del Novecento.

È assai complesso raccontare come è cambiato il concetto di seduzione femminile nell’arte del Novecento, semmai è possibile dipingerne i tratti principali, e anche in questo caso il percorso è più che duplice. Più in particolare i percorsi in cui la mostra si articola sono cinque e raccontano ai visitatori cinque declinazioni che la seduzione ha assunto nel corso del secolo: seduzione come belle apparenze, come seduzione/sedizione, come oggetto del desiderio, Bella e la Bestia e infine come Bella Addormentata.

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