Mangimi animali: quanto sono contaminati?

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A quanto pare possiamo dormire sonni abbastanza tranquilli: i controlli effettuati dal Ministero della Salute mostrano una percentuale di contaminazione da salmonelle, micotossine e simili dello 0,63% sui campioni analizzati nel 2014. Più alto invece il tasso di non conformità strutturale e manageriale della filiera produttiva italiana, il 3,6%, e delle importazioni. Nel 2014 era non conforme il 4,6% dei campioni importati analizzati.

Questi gli ultimi dati pubblicati dal Ministero relativi al Piano nazionale di controllo ufficiale sull’alimentazione degli animali 2012-2013-2014. Sebbene siano stati prelevati solo 10923 campioni di mangime animale sugli 11066 che erano stati programmati, cioè il 98,7% (143 campioni in meno), la situazione è comunque migliorata rispetto al 2013, dove mancavano all’appello oltre 300 campioni. In particolare sono stati raccolti solo 9 campioni su 10 per quanto riguarda la sorveglianza della salmonella (mancano 40 campioni su 500) e per la sorveglianza sugli OGM (mancano 35 campioni su 468). Ottimi risultati per la sorveglianza della BSE: 99,13%.

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Quote latte 30 anni dopo

Reblogged from Rivista Micron

Pochi mesi fa, il 1 aprile 2015 sono terminati i 30 anni di quote latte, introdotte per la prima volta il 31 marzo 1984 dalla Comunità Economica Europea. Una misura assai contestata, che prevedeva un prelievo finanziario per ogni chilogrammo di latte prodotto, con lo scopo di disincentivare la sovrapproduzione di latte. Una produzione sempre maggiore avrebbe avuto come conseguenza un calo dei prezzi.
Ora, dopo 31 anni di quote latte siamo ritornati al libero mercato. Ma quali sono stati i risultati di questo trentennio di multe e restrizioni? A fine novembre Eurostat ha pubblicato i suoi primi dati sull’argomento, che arrivano fino al 2014 e vale la pena darci un’occhiata.
Gli esperti Eurostat definiscono le quote latte un esperimento “very effective”, cioè assai fruttuoso per lo scopo che si era prefissato. Dal 1983 a oggi la produzione di latte a livello europeo non solo non è aumentata, ma è diminuita dell’1%, con una media annuale del -0,3%. Dal 1991 la diminuzione della produzione è stata più marcata: da 159 milioni di tonnellate a 153,8 milioni del 2013.

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Vessyl, la tecnologia che ti dice cosa bevi (e se fa male alla tua dieta)

Reblogged from StartupItalia

Justin Lee, un giovane bioinformatico, ha inventato un bicchiere che ti dice che cosa stai bevendo per evitare di assumere bevande dannose per la salute. La tecnologia di Vessyl, così si chiama la sua creatura, sembra uscita da un film di fantascienza ma arriverà nelle nostre case già il prossimo autunno. Vessyl è infatti un bicchiere “intelligente” in grado di dirci esattamente la composizione e il tipo di liquido che stiamo bevendo, marchio compreso. In altre parole nessuno potrà più spacciarvi una sottomarca per una Coca-Cola o una Pepsi: il bicchiere sarà la vostra “macchina della verità”. Vessyl è infatti un sistema sofisticato di sensori che analizzano le molecole di cui sono composti i liquidi, ma anche gli alimenti più densi come yogurt o smoothies, che ci accingiamo a bere. E non solo: il bicchiere è in grado persino di individuare il livello alcolemico della vostra bevanda (ma non quello del vostro corpo!).

L’obiettivo di Vessyl è aiutare gli utenti a controllare meglio la propria nutrizione e a regolare l’assunzione di sostanze il cui abuso è pericoloso per la nostra dieta, come per esempio gli zuccheri. Oggi nel mondo, secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sarebbero il doppio degli individui obesi rispetto al 1980. Il 39% della popolazione mondiale adulta sarebbe sovrappeso e il 13% obesa, e contrariamente a quanto si può pensare, quello che beviamo, le cosiddette “calorie liquide”, gioca un ruolo di primo piano.
Inoltre, questa tecnologia aiuta a controllare non solo cosa ma anche quanto beviamo, cioè il nostro livello di idratazione, per avvicinarsi ai famosi otto bicchieri d’acqua  raccomandati al giorno. Inoltre, chi ha provato qualche dieta sa bene quanto una buona idratazione sia alla base di una perdita di peso sana. Oltre a favorire la concentrazione e il sonno: con Vessyl è possibile monitorare anche quanta caffeina assumiamo durante la giornata.

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Cibo, quanto è controllato ciò che mangiamo?

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Sul fronte sicurezza alimentare pare che noi italiani possiamo stare abbastanza tranquilli, almeno rispetto al resto d’Europa. Pochi casi rispetto alla media per le maggiori infezioni e un buon numero di controlli fra gli allevamenti.

La partita però rimane comunque una questione complessa perché si gioca su scala internazionale: in Europa nel 2013 si sono registrati 5.196 focolai di infezione per un totale di oltre 43 mila persone coinvolte e 5.946 ospedalizzazioni. Per non parlare di casi come quello dell’Epatite A associata al consumo di lotti di frutti di bosco infetti, che ha colpito dal gennaio 2013oltre 1.444 persone in 12 Paesi europei, il 90 per cento delle quali in Italia. Insomma, anche se i sistemi di controllo nazionali sono efficaci, quando si parla di sicurezza alimentare e di malattie infettive è difficile sbarrare ermeticamente le porte.

Il punto centrale sono le zoonosi, cioè tutte quelle malattie infettive che si trasmettono dall’animale all’uomo e che possono essere dovute a batteri, virus e parassiti. La più famosa è certamente la salmonellosi, ma sono zoonosi anche l’epatite A, la tubercolosi bovina o la toxoplasmosi.

A confermare che l’Italia su questo fronte non se la cava affatto male sono i dati pubblicati dall’Efsa e dall’Ecdc, che hanno recentemente pubblicato il report annuale relativo proprio alla presenza di zoonosi rilevate nei 32 paesi europei nel 2013.

I dati in questione parlano chiaro: in Italia si sono registrati pochi casi di infezioni di questo tipo negli esseri umani rispetto agli altri paesi europei: 1.400 casi di salmonellosi ogni 100.000 abitanti, mentre in Germania sono stati oltre 20mila e in Francia e Regno Unito più di 8 mila.

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