Erc Grants: una fotografia dell’Italia negli ultimi 5 anni

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Il 14 gennaio scorso il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha assegnato 575 milioni di euro nell’ambito del primo concorso Erc Consolidator Grants: 312 borse di studio per progetti di ricerca d’eccellenza, per un finanziamento medio pari a circa 1,84 milioni di euro ognuna.

La notizia è rimbalzata sulle pagine di molti giornali per gli importanti successi italiani, 46 borse su 312, che fanno del nostro paese il secondo classificato dopo la Germania.
Come fa notare però Marco Cattaneo, la cospicua presenza di ricercatori fra i vincitori dei Consolidator Grants non è necessariamente sinonimo di ricerca made in Italy: anche se i grants italiani sono 46, in Italia ne arriveranno solo 20, mentre gli altri finanziamenti andranno agli istituti stranieri in cui i nostri ricercatori lavorano. Sembra dunque che il parametro più significativo da interrogare non sia tanto la nazionalità dei vincitori dei finanziamenti, quanto piuttosto quella degli istituti ospitanti. In questo senso pare interessante fotografare più in generale la posizione del nostro paese  in termini di finanziamenti da parte dell’Erc nell’ultimo quinquennio (2009-2013).

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L’Italia alle Olimpiadi invernali: piccola storymap

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Il 2014 è nuo­va­mente l’anno delle olim­piadi inver­nali che que­sta volta si svol­ge­ranno a Soči (Russia) dal 6 al 23 feb­braio. Nell’ultima edi­zione, a Vancouver nel 2010, l’Italia non ha bril­lato quanto a meda­glie otte­nute, clas­si­fi­can­dosi in 16ma posi­zione con sole 5 meda­glie tota­liz­zate. Ma qual è stata la car­riera del Bel Paese nella sto­ria delle Olimpiadi inver­nali? Quante donne e quanti uomini si sono distinti dal 1924 a oggi? E in che disci­pline siamo i più forti?

Lo rac­conta que­sta breve mappa, rea­liz­zata  da Giulia Annovi e Cristina Da Rold con StoryMapJS, un nuovo soft­ware messo a punto dal Knight Lab della Northwestern University.

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#nonsolosci: seconda puntata

800px-Dantersasc_Langkofelhütte_SpeisesaalEcco la seconda e per ora ultima puntata del lavoro di #datadriven sulla sostenibilità del sistema Val Gardena, per datajournalism.it: Val Gardena, i numeri del turismo, che fa seguito aL’insostenibile leggerezza dello scipubblicato lo scorso 28 novembre. Quali sono i numeri del turismo della bella valle bolzanina? E a quali cambiamenti stiamo assistendo come tipologia di turisti?

Ecco una breve anticipazione:

dati raccolti sembrano indicare che il turismo alpino per non soccombere dovrà fare i conti nei prossimi decenni con le conseguenze del surriscaldamento globale: i territori che non saranno in grado di virare verso nuove forme di turismo non sciistico. “La questione infatti è ampia”, afferma Francesco Pastorelli del CIPRA Italia, ”e non bisogna focalizzarsi solamente sull’impatto ambientale del singolo impianto, ma andare a vedere cosa comporta la sua presenza per il territorio.” Non sembra dunque più possibile separare gli aspetti ambientali da quelli turistici ed economici, e in questo senso la Val Gardena con le sue cifre turistiche strepitose è un ecosistema interessante da analizzare. (continua a leggere)

 

Credits: wikipedia commons, by Wolfgang Moroder.

Gli strumenti del #ddj: i tutorial in italiano

wordle for data gatherVolete buttarvi nel data journalism ma non conoscete bene gli attrezzi del mestiere? Su data blog Fondazione Ahref ecco finalmente una serie di tutorial interamente in italiano  che ho realizzato insieme agli amici di formicablu per cominciare a utilizzare alcune delle potenzialità che il web può offrire al giornalismo:

infogr.am: tutti i grafici in poche mosse

easel.ly: l’infografica è più facile online

storify: come raccontare una storia con i social

many eyes: visualizza i dati senza fatica

 

Credits: Journalism.co.uk