Salute, ecco cosa cambierà con la legge di Stabilità 2015

Reblogged from WIRED Italia

È notizia di questi giorni: secondo la Corte dei conti, senza importanti investimenti nel comparto sanitario, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare e territoriale, sarebbero a rischio addirittura i Lea, i Livelli essenziali di assistenza, in particolare nelle regioni del Sud. Risparmiare infatti non basta: è necessario – afferma la corte dei conti – reinvestire questi risparmi per riassorbire definitivamente il deficit.

A questo proposito la legge di Stabilità per il triennio 2015-2017, che ha visto la luce in Gazzetta ufficiale il 29 dicembre scorso, contiene molti punti che riguardano proprio l’ambito sanitario, dai contributi alle vittime da amianto ai finanziamenti per il potenziamento della salute pubblica. Un impegno ancora certamente sulla carta e non certo banale, dal momento che implica il dispiegamento e il coordinamento di molte forze in gioco, dai ministeri, all’Aifa, ad Agenas, solo per citarne alcuni.

Ecco le principali disposizioni.

Read More

Amianto, mesoteliomi e Fibronit. I numeri della Lombardia

Reblogged from Scienza in Rete

La sentenza Eternit ha fatto giustamente rumore. Una decisione che il 19 novembre scorso ha cancellato in un secondo le speranze di chi esigeva che qualcuno pagasse per le numerose morti per asbestosi nella zona dove sorgeva quella che è stata da più parti definita la “fabbrica della morte”.
Eternit però non è certo un caso isolato. Di luoghi come Casale Monferrato in Italia ce ne sono altri, e uno di questi si trova nel pavese. Il paesino in questione è Broni, poco meno di 10mila abitanti, noto per aver ospitato dal 1932 fino al 1993 gli impianti della Fibronit, un’azienda leader nella produzione di cemento-amianto, seconda per dimensioni in Italia dopo Eternit. Attualmente anch’essa al centro di un processo che si sta svolgendo in rito abbreviato a carico di sette persone (l’ultima udienza si è svolta il 24 ottobre scorso) per presunto disastro doloso che avrebbe provocato nel corso degli ultimi 40 anni 433 morti per mesotelioma.

147 CASI CAUSATI DALLA FIBRONIT TRA IL 2000 E IL 2011

Ma mentre il processo va avanti, procedono anche le ricerche per quantificare con sempre maggiore precisione l’impatto della Fibronit sulla salute dei cittadini di Broni e delle aree limitrofe.
Nuovi risultati in questo senso arrivano dal Dipartimento di Medicina Preventiva della Fondazione IRCCSCa’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, in cui è attivo dal 2000 il Registro Mesoteliomi Lombardia (RML), situato nella storica Clinica del Lavoro “Luigi Devoto”, che ha recentemente valutato l’impatto della lavorazione del cemento-amianto della Fibronit in relazione alla frequenza di mesoteliomi, non solo tra i 3455 lavoratori di cui 714 donne, ma anche nei loro familiari e nella popolazione dell’area circostante.
Un totale di 147 casi registrati di mesotelioma maligno (138 alla pleura e 9 al peritoneo) nella zona di Broni dal 2000 al 2011, metà dei quali dovuti a contaminazione ambientale (non solo a Broni ma anche a Stradella), un quarto all’esposizione sul luogo di lavoro e un quarto in famiglia. Lo studio è stato pubblicato recentemente sulla rivista Environment International

Read More

Amianto, quei 15mila mesoteliomi in vent’anni

Reblogged from Scienza in Rete

Dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni Ottanta l’Italia è stata il secondo maggiore produttore europeo di amianto in fibra dopo l’Unione Sovietica e il maggiore d’Europa.
Dal 1945 al 1992, quando sono stati vietati la produzione e l’uso di amianto, ne erano state prodotte 3.748.550 tonnellate, che sono state la causa nel periodo 1993-2008, secondo quanto riportato da Inail tramite il Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) nell’ultimo report di fine 2012, di 15.845 casi di mesotelioma maligno (MM), una forma tumorale correlata proprio all’esposizione alle fibre aerodisperse dell’amianto. Un pericolo, quello della contaminazione, che in realtà, come abbiamo raccontato nella puntata precedente, anche oggi è ben lungi da essere eliminato.

Negli ultimi 50 anni infatti, l’amianto non è stato utilizzato solo in edilizia, sebbene il settore copra il 14% dei casi di chi ha contratto la malattia. Negli anni Sessanta e Ottanta si usava l’amianto negli impianti di depurazione potabilizzazione e distribuzione dell’acqua, per confezionare filtri per il vino, per l’isolamento di forni di panettieri e pasticceri. E ancora nei caseifici, nel comparto della ceramica idrosanitaria, nella concia delle pelli come talco, nella riparazione di ferri da stiro, come supporto per le operazioni di saldo-brasatura dei fondi delle pentole, nelle cucine elettriche o a gas, nei tostapane e negli asciugacapelli. E soprattutto nell’industria sanitaria e farmaceutica.
Negli ospedali la presenza di amianto è stata accertata infatti negli apparecchi di sterilizzazione, nelle lavanderie e stirerie e addirittura nei carrelli riscaldati portavivande e nelle incubatrici per neonati. E anche nei distributori automatici di bevande calde e nei container prefabbricati utilizzati per accogliere le persone in zone colpite da calamità naturali come terremoti o inondazioni. E non da ultimo, nei binari delle ferrovie.

Read More

Amianto: più rifiuti ma ancora nessun trattamento

Reblogged from Scienza in Rete

Il 14 marzo scorso il Parlamento Europeo ha suggerito a tutti gli stati membri di optare per impianti di trattamento per l’amianto che ne modifichino la composizione chimica, ma a oggi in Italia, sebbene i brevetti non manchino, impianti di questo tipo non ce ne sono.
Smaltire l’amianto nel nostro Paese significa sostanzialmente sotterrarlo, trasportarlo in siti di stoccaggio, ovvero discariche speciali, dove il materiale viene isolato in celle dedicate e ricoperto con materiali appropriati in modo che non emetta tossicità.
Lo raccontano i dati Inail nel dossier Amianto pubblicato di recente, i quali mostrano che anche se in Italia vige il divieto di utilizzare l’amianto in edilizia dal 1992, siamo ancora ben lontani dal riuscire a estirpare questa fonte altamente tossica per la nostra salute, e anno dopo anno i rifiuti che vengono portati nelle discariche aumentano.
Nel frattempo però le discariche effettivamente attive sono sempre di meno e costruirne di nuove non è certo cosa che si può in breve tempo.

Read more