Un algoritmo per vincere. Da una spin-off del Polimi, l’app che prevede le mosse dell’avversario

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Un algoritmo che analizza le mosse dei giocatori di pallavolo in tempo reale, simula scenari di gioco, analizza stato e rendimento dei propri campioni e aiuta a prevedere le mosse dell’avversario. Il sogno di allenatori e sportivi oggi è una realtà made in Italy. Per ora riservata alla pallavolo.

Chi è nato negli anni Ottanta ricorderà di certo Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo, il cartone animato giapponese che appassionò schiere di ragazzine al mondo della pallavolo. Nella tredicesima puntata (minuto 11.40) un’incredula Mila scopre che la squadra avversaria, le famose Sunlight Players, utilizza un enorme sistema computerizzato con il quale monitora costantemente le performance delle giocatrici. Un sistema che rende le Sunlight imbattibili. Ora questa primitiva tecnologia che aveva stupito i trentenni non solo è realtà, ma sta in una mano, una tecnologia innovativa che non viene dal Giappone, bensì da un lavoro di squadra – è il caso di dirlo – fra Italia e Slovenia.

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Oggi si festeggia l'”incantatrice dei numeri”

OggiScienza

Carpenter_portrait_of_Ada_Lovelace_-_detailCULTURA – “Incantatrice dei numeri, dimentichi questo mondo e tutti i suoi guai e se è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani perché ogni cosa ha una breve durata”. Così il celebre matematico Charles Babbage scriveva ad Ada Lovelace (1815-1852), nata Augusta Ada Byron, di cui oggi si ricorda l’enorme contributo scientifico nel campo della matematica. Il 15 ottobre 2013 è stato infatti ribattezzato “Ada Lovelace Day”, una giornata dedicata alla memoria della matematica inglese e con lei di tutte le donne che nei secoli hanno dato un contributo significativo alla scienza e alla tecnologia. Il settore in cui la giovane Ada si distinse è quella che oggi definiamo “informatica teorica”, anche se al tempo della Lovelace questa disciplina era lungi dall’essere elaborata così come la intendiamo oggi. Il nome di Ada è infatti legato essenzialmente alla cosiddetta “analytical engine”, che noi traduciamo con “macchina analitica”, un primo prototipo…

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