Africa: OCSE mostra un pil in crescita, ma il problema è l’energia

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Recentemente OCSE, UNDP (United Nations Development Programme) e ADB (African Development Bank) hanno pubblicato un report dal titolo African Economic Outlook 2015, che fa il punto sulla situazione economica e sociale del continente nero, sostenendo che quest’ultima continuerà a crescere del 4,5% nel 2015 e del 5% nel 2016. Una serie di dati e spiegazioni che mostrerebbero come nonostante le sue contraddizioni l’Africa rappresenti oggi un El Dorado di possibilità. Certo, dipende dove vivi. A crescere pare sarà l’Africa Occidentale, nonostante il peso anche economico di ebola, mentre l’economia sudafricana non supererà il +1,5%.
Fermarsi a questi dati però non basta. Nonostante questi numeri tutto sommato ottimisti infatti, ve ne sono altri che invece raccontano scenari ben diversi.

In 7 paesi oltre il 90% della popolazione è senza energia
La grossa zavorra del continente africano è l’energia. L’approvvigionamento energetico è andato aumentando negli ultimi anni, ma rimane a tutt’oggi scarso nella maggior parte dei paesi. Un esempio lampante di disomogeneità del continente. E si sa che nel XXI secolo non c’è sviluppo di sorta che prescinda dalle fonti energetiche.

In sette paesi africani la percentuale di popolazione senza energia elettrica nel 2012 ha raggiunto il 90%. Si tratta di paesi come la Repubblica Centro Africana, il Ciad, la Repubblica Democratica del Congo, la Liberia, il Malawi, la Sierra Leone e il Sud Sudan. In altri 13 paesi, a non avere accesso all’energia elettrica, è una percentuale tra il 75% e il 90% del totale: Burkina Faso, Burundi, Etiopia, Guinea, Guinea-Bissau, Kenya, Madagascar, Mauritania, Niger, Ruanda, Somalia, Tanzania, e Uganda.

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Immobiliare, in aumento gli italiani che comprano casa

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Dopo anni di stagnazione, il mercato del mattone sembra aver ripreso a piano piano girare. Le abitazioni costano un po’ meno, e itassi per i mutui sono tra i più bassi dell’ultimo decennio, Euriborin primis con un -0,01 nell’ultimo trimestre del 2014. Come conseguenza, nell’anno appena trascorso si è registrato unaumento del numero degli italiani che hanno deciso di accendere un mutuo per comprare casa. Se un anno fa esatto analizzavamo i dati di un mercato immobiliare in forte difficoltà, qualcosa pare stia cominciando a evolversi positivamente.

 

Lo raccontano gli ultimi dati Istat, secondo cui il III trimestre del 2014 avrebbe visto una crescita delle compravendite immobiliaridel 3,7% rispetto ai tre mesi precedenti, e un complessivo +0,4% sul corrispondente periodo del 2013.
Un totale di oltre 201 mila mutui ipotecari erogati solo nei primi 9 mesi dell’anno.

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Kingii, il braccialetto che non ti fa annegare, raccoglie 400 mila dollari in un mese

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È piccolo e facile da indossare come un braccialetto, ma può salvarti la vita in mare. Si chiama Kingii, ed è il dispositivo di galleggiamento più piccolo mai costruito, da meno di un mese al centro di una campagna su Indiegogo che in pochi giorni ha già fruttato agli ideatori oltre 400 mila dollari, quasi il 700% in più di quello che si aspettavano. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, quella di Kingii sarà una vera rivoluzione nel mondo della sicurezza in acqua.

La tecnologia è molto semplice: se sei in difficoltà, Kingii lancia un segnale in alto che può essere visto anche a notevole distanza. Nell’intervallo di un secondo dall’attivazione si gonfia come un salvagente e può rimanere così anche per 48 ore. È inoltre dotato di un fischietto e di una bussola.
Il braccialetto ha una leva che, se tirato, attiva un “cilindro”, che altro non è che una cartuccia di CO2, che riempie una piccola sacca, che a sua volta permette il galleggiamento. Inoltre, una volta acquistato, Kingii può essere riutilizzato togliendo il cilindro, confezionando nuovamente il sacchetto sgonfio, e inserendo un nuovo cilindro.

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