Da un gruppo di investitori visionari la tecnologia per smettere di russare

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Ne soffre un europeo ogni 50. L’apnea notturna che può comportare anche seri rischi fisiologici, ha tra i suoi sintomi anche il russare (russamento). Oggi però un piccolissimo dispositivo, 20 millimetri di diametro e 2,5 millimetri di spessore, molto facile da impiantare, potrebbe risolvere l’apnea ostruttiva notturna grazie alla stimolazione elettrica dei nervi della lingua. Con grande sollievo di chi vi dorme accanto.

Nixoah, una startup che oramai ha sei anni di vita, ha affermato infatti di poter rivoluzionare completamente, entro il 2020, la vita delle tante persone che soffrono di questo problema, che in molti casi può rivelarsi anche molto grave. I dispositivi oggi in commercio intanto sono 16 volte più grandi e soprattutto richiedono un intervento chirurgico di circa 3 ore. Qui invecebasterebbero una quindicina di minuti per inserire l’impianto, che avrebbe la durata di 12 anni, contro i 5 attualmente in commercio.

Se ci sembra una tecnologia di poco conto, utile solo a pochi, ci sbagliamo. Sarebbero circa 20 milioni gli americani che soffrono di apnea ostruttiva notturna moderata o severa, e quasi 15 milioni in tutta Europa: un europeo su 50.

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Donne sfruttate, troppa miseria e malattie Così l’umanità ha fallito i suoi obiettivi

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Anche solo guardando i numeri che riguardano la popolazione femminile a livello mondiale, dall’accesso all’istruzione, alle cure mediche, al lavoro, è chiaro che abbiamo fallito. Una persona su due in Africa Subsahariana vive ancora oggi in una slum e un lavoratore su due al mondo opera in condizioni cosiddette “vulnerabili”, senza la certezza di un salario o di diritti.
Un bambino su 4 soffre la fame e dal 2000 a oggi gli “orfani di AIDS” sono molti di più rispetto a 15 anni fa. E ancora, 57 milioni di bambini sono oggi esclusi da un programma di formazione primario, la metà rispetto a 10 anni fa, ma pur sempre un numero enorme, pari come ordine di grandezza all’intera popolazione italiana.Va detto: molto è stato fatto dal 1990 a oggi riguardo ai famosiMillennium Development Goals, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ma globalmente e soprattutto localmente, pare abbiamo poco da esultare. I dati li racconta un report pubblicato in questi giorni dalle Nazioni Unite, che fa il punto sugli 8 macro obiettivi, proprio nell’anno della resa dei conti, quello che nel 1990 era stato fissato come un momento di svolta per il mondo.

Mancano ancora troppi dati
Abbiamo fallito non solo perché nella maggior parte dei casi non abbiamo raggiunto i target che ci eravamo prefissati 25 anni fa, ma soprattutto perché per molti paesi, per molte persone, non abbiamo ancora dati. Se ci sconcertano le cifre riportate nel report infatti, dovrebbero lasciarci ancora più allibiti quelle che mancano: in molti casi per esempio i dati sono raccolti per famiglia, e non a livello individuale, il che rende difficoltoso avere il polso reale della popolazione femminile. Secondo quanto riportato nel report, in Oceania, Africa, Sudest asiatico e in Centro America oltre il 50 per cento dei paesi non avrebbero dati sulle cause di morte delle donne durante il parto.