Ci vediamo domani!

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Che dire: GRAZIE!

90 iscritti al webinar gratuito per domani pomeriggio su “I 10 errori della comunicazione sanitaria online” sono un numero decisamente oltre le nostre aspettative.

Vi aspettiamo domani alle ore 15, ma nel frattempo alcune INFORMAZIONI pratiche utili:

– Il link per accedere al webinar è nell’email che vi è arrivata come conferma quando vi siete iscritti al webinar. Se non la ritrovate, scriveteci info@healthcomprogram.it

– nel webinar nessuno saprà chi sono gli altri che stanno partecipando alla lezione, e nessuno vi vedrà in volto (insomma, potete anche rilassarvi in poltrona mentre ascoltate e non lo saprà nessuno).

– sarà di default chiuso l’audio a ognuno di voi, ma ovviamente chi lo chiederà potrà avere il proprio audio aperto per domande a voce.

– Nella schermata che vi si presenterà davanti ci sarà un pannello CHAT dove chiunque può fare domande/chiedere chiarimenti che io vedrò in diretta e a cui risponderò.

– Se invece le domande vi dovessero venire alla fine della lezione, potrete scriverci quando volete.

– Chi si è iscritto ma non potrà venire o dovrà andarsene prima della fine, la lezione sarà comunque registrata e potrete rivederla.

Le iscrizioni sono ancora aperte qui

 

CI VEDIAMO DOMANI!

Cristina & tutto lo staff di Larin Group

Sostenibilità: come monitorare i monitoraggi? (Sustainable Development Goals)

Nei giorni scorsi Istat ha diffuso il rapporto SDGs 2019, che fa il punto sulla situazione del nostro paese circa il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite da qui al 2030. I Sustainable Development Goals si riferiscono a diversi domini di analisi – sociali, economici, ambientali e istituzionali – e considerano quali elementi catalizzatori l’integrazione, l’universalità e la partecipazione.

Prima di inoltrarci nei contenuti, per capire dove stiamo procedendo bene e dove dovremmo fare meglio, è interessante soffermarci sulla logica con cui sono costruite queste analisi a livello nazionale. Non è così semplice infatti comparare i diversi paesi o fare sintesi globali per capire chi è rimasto indietro.

L’Agenda 2030 prevede 17 macro obiettivi per un totale di 169 target misurabili. All’interno di ogni target vi sono diverse misure statistiche. Per capirci, se l’obiettivo numero Uno è sconfiggere la povertà, indicatore non misurabile di per sé, alcuni dei suoi 8 target misurabili sono eliminare la povertà estrema entro il 2030 cioè far sì che nessuno viva con meno di 1,25 dollari al giorno; ridurre almeno alla metà della proporzione di uomini, donne e bambini di tutte le età che vivono in povertà in tutte le sue dimensioni secondo le definizioni nazionali; garantire che tutti, nessuno escluso, abbiano accesso ai servizi di base, e via dicendo.

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Sostenibilità, tre ragazzi su 10 sono insufficienti nelle competenze alfabetiche

I dati Invalsi parlano chiaro: in Italia, tre ragazzi su dieci che frequentano il terzo anno delle scuole medie non raggiungono la sufficienza nelle competenze alfabetiche e quattro su dieci in matematica. Molte sono le differenze territoriali, di genere e di reddito familiare, spesso determinate da fattori che alimentano le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità educative. Anche nelle regioni dove le cose vanno meglio – Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche – non meno di un ragazzo su quattro risulta insufficiente in queste abilità. La famiglia di provenienza è sempre determinante. Il 60% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito oscilla fra il livello 1 e il livello 2 (su cinque totali) nella comprensione testuale, contro il 15% di chi proviene da famiglie ad alto reddito. Un ragazzo su quattro di quest’ultimo gruppo sociale si colloca al livello 5, il massimo, insieme al 3% di chi proviene da famiglie economicamente svantaggiate. Nel Meridione questa forbice è ancora più marcata.

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Considerazione su mance e riders: ecco quanto guadagnano i top influencer

Si è parlato molto i giorni scorsi della notizia dei riders di Deliveroo che hanno reso nota la lista delle celebrità che non lasciano mai la mancia. Si è finiti però per focalizzarsi sul dito e forse non abbastanza sulla luna. Fedez, il noto rapper, ha sicuramente ragione quando sottolinea che non è la mancia a rendere più equo il compenso di un lavoratore sottopagato. La domanda di fondo è la medesima che alcuni hanno sollevato in questi giorni a proposito della ricostruzione di Notre Dame: dobbiamo rendere grazie ai grandi mecenati per le nutrite donazioni o invece pretendere una più equa tassazione?

Il vero tema è la distribuzione della ricchezza, e i meccanismi che ne (auto)alimentano la polarizzazione. Una tendenza che va in direzione ostinata e contraria rispetto agli obiettivi di sostenibilità  che ci siamo posti (non tutti, certo) da qui al 2030.

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