Due fratelli, una pompa a pressione, centomila euro di fatturato. Idrowash punta su Internet

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Una tecnologia innovativa che pulisce le superfici di edifici e aree urbane senza bisogno di agenti chimici. È questa l’idea alla base di Idrowash, la startup creata da due giovani veronesi di 29 e 31 anni, Alessandro e Marco Florio, che hanno fatto di necessità virtù, trasformando l’esigenza di sistemare la vecchia casa del nonno in un lavoro grazie a una innovativa idropulitrice.

Siamo abituati ad associare la parola startup a incubatori, business angel, contest e quant’altro, ma a quanto pare una buona idea non richiede necessariamente questo percorso per avere successo. “Tutto è cominciato un paio d’anni fa – ci racconta Alessandro – quando io e mio fratello abbiamo cominciato a sistemare la casa di nostro nonno. La casa era vecchia e le superfici andavano restaurate, ma le società a cui ci siamo rivolti chiedevano circa 60 mila euro e quindi abbiamo cercato di fare da noi, grazie a internet”. Alessandro e Marco cominciano a cercare in rete soluzioni alternative già operanti all’estero e individuano alcuni prototipi interessanti, ma loro vogliono qualcosa di più, e lo realizzano in soli 18 mesi: un sistema di pulizia che non facesse uso di sostanze chimiche che potrebbero rovinare i materiali più antichi.

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Vessyl, la tecnologia che ti dice cosa bevi (e se fa male alla tua dieta)

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Justin Lee, un giovane bioinformatico, ha inventato un bicchiere che ti dice che cosa stai bevendo per evitare di assumere bevande dannose per la salute. La tecnologia di Vessyl, così si chiama la sua creatura, sembra uscita da un film di fantascienza ma arriverà nelle nostre case già il prossimo autunno. Vessyl è infatti un bicchiere “intelligente” in grado di dirci esattamente la composizione e il tipo di liquido che stiamo bevendo, marchio compreso. In altre parole nessuno potrà più spacciarvi una sottomarca per una Coca-Cola o una Pepsi: il bicchiere sarà la vostra “macchina della verità”. Vessyl è infatti un sistema sofisticato di sensori che analizzano le molecole di cui sono composti i liquidi, ma anche gli alimenti più densi come yogurt o smoothies, che ci accingiamo a bere. E non solo: il bicchiere è in grado persino di individuare il livello alcolemico della vostra bevanda (ma non quello del vostro corpo!).

L’obiettivo di Vessyl è aiutare gli utenti a controllare meglio la propria nutrizione e a regolare l’assunzione di sostanze il cui abuso è pericoloso per la nostra dieta, come per esempio gli zuccheri. Oggi nel mondo, secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sarebbero il doppio degli individui obesi rispetto al 1980. Il 39% della popolazione mondiale adulta sarebbe sovrappeso e il 13% obesa, e contrariamente a quanto si può pensare, quello che beviamo, le cosiddette “calorie liquide”, gioca un ruolo di primo piano.
Inoltre, questa tecnologia aiuta a controllare non solo cosa ma anche quanto beviamo, cioè il nostro livello di idratazione, per avvicinarsi ai famosi otto bicchieri d’acqua  raccomandati al giorno. Inoltre, chi ha provato qualche dieta sa bene quanto una buona idratazione sia alla base di una perdita di peso sana. Oltre a favorire la concentrazione e il sonno: con Vessyl è possibile monitorare anche quanta caffeina assumiamo durante la giornata.

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Robot Revolution Initiative. Entro il 2020 i robot saranno dappertutto (e si parleranno)

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Lo ha annunciato nientemeno che il capo del Governo Giapponese Shinzo Abe: il mondo dovrà prepararsi a una vera “robot revolution” da qui al 2020, guidata dal Paese del Sol Levante. E non si tratta di un semplice slogan per stimolare gli entusiasmi di chi ne guida il mercato, ma una strategia di politica industriale messa nero su bianco dal quartier generale per la rivitalizzazione economica del Giappone e che prevede per il 2020 di ampliare la dimensione del mercato dei robot dagli attuali 600 miliardi di Yen (circa 5,3 miliardi di dollari) a circa 2,4 trilioni di yen, circa 20 miliardi di dollari.

Un bel salto dunque, per un paese che vanta una delle esperienze più radicate ed estese per quanto riguarda le tecnologie robotiche. Da decenni infatti il Giappone è leader indiscusso di una visione del progresso basata sulla robotica, soprattutto nel settore dell’high-tech. La Robot Revolution Initiative però promette – o pubblicizza – qualcosa di più: un coordinamento capillare di tutte le forze in gioco, aziende, università, governo, per introdurre robot in tutti gli ambiti: dalla manifattura alla medicina, dall’agricoltura all’assistenza agli anziani. Una rivoluzione pilotata dai colossi del mercato. LaRobot Revolution Initiative dovrebbe coinvolgere infatti oltre 200 brand giapponesi, fra cui Toyota, Honda and Panasonic,Komatsu, almeno secondo quanto si apprende dal Japan Times.

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La Gigafactory di Tesla alimenterà 500 mila nuove vetture elettriche

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Produrrà da sola più batterie al litio di tutte quelle prodotte nel mondo nel 2013. È la nuova futuristica Gigafactory di Tesla Motors, aperta a giugno scorso nel Nevada per costruire nuove batterie al litio e alimentare le auto elettriche del futuro. Gigafactory, il cui design ricorda curiosamente quello di un enorme chip, dovrebbe essere funzionante già nel 2017, per un totale di 500-1000 ettari di terra e 6500 lavoratori. Il costo previsto per realizzare l’impianto è pari a circa 5 miliardi di dollari.

Le batterie saranno tante e potenti: una capacità complessiva annuale di 35 Gwh. La ragione che ha spinto il gruppo di Elon Musk in questa direzione, in collaborazione con Panasonic, è il mercato stesso di Tesla Motors, che stima una produzione di 500 mila nuove vetture elettriche ogni anno per i prossimi 5 anni. Secondo le ultime notizie inoltre, per l’inizio del 2016 Tesla dovrebbe lanciare Model X, il nuovo «CUV» (crossover user vehicle).

Un quantità enorme di auto quella stimata da Tesla, che richiederebbe solo per sé di poter usufruire di tutta l’attuale produzione mondiale di batterie, cosa decisamente poco fattibile visto l’interesse che il settore delle auto elettriche sta producendo anche su altri colossi dell’high tech. Apple per esempio, ha dichiarato di voler immettere sul mercato la prima iCar entro il 2020. Inoltre, non dimentichiamo che a giugno del 2014 proprio Tesla Motors è stata protagonista di una vera e propria rivoluzione, rilasciando i propri brevetti in “open source” al grido di “All our patents are belong to you”.

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