Carne rossa cancerogena, troppi fraintendimenti. Sei punti per fare chiarezza

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Ancora una volta il problema è anzitutto linguistico. La questione della cancerogenicità della carne rossa è l’argomento della settimana, ma come accade spesso quando si parla di salute, basti pensare all’argomento vaccini, si sbaglia in partenza, perché si confondono le parole, e di conseguenza dati e risultati. A portare la questione alle cronache è una recente monografia dell’IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha mostrato come la carne rossa “processed” cioè lavorata (insaccati, salsicce, ecc) è cancerogena, mentre la carne rossa nel suo complesso potrebbe esserlo. (vedi qui )

Queste affermazioni che pure sono esplicitate molto chiaramente dall’OMS stessa, non significano però che la carne rossa causa il cancro, ma che una certa quantità di consumo giornaliero di carne rossa lavorata è associato a un certo rischio di contrarre il cancro al colon retto. La differenza fra queste due espressioni, e quindi fra le impressioni che ognuna di esse può indurre a chi legge, è evidente anche a un occhio non esperto.

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Ozmo, il bicchiere smart che ti dice se stai bevendo troppo poco

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Idratarsi adeguatamente durante la giornata è importantissimo. Ma spesso, nelle nostre giornate lavorative così frenetiche, è difficile monitorare quanto beviamo. Ad aiutarci ci pensa Ozmo, il bicchiere/tazza smart che non solo tiene conto quanto stai bevendo, ma riconosce anche la bevanda, al momento the e caffè, registrando tutti i dati in una app da scaricare su smartphone o smartwatch. Ozmo è compatibile sia con iOS che con Android ed è in grado di dialogare anche con altre app come Apple Health e FitBit.

Migliorare il proprio stato di salute

Con Ozmo inoltre, puoi fissare degli obiettivi tuoi personali e il bicchiere ti segnala se li stai raggiungendo oppure no. Ogni utente può impostare, inoltre, un segnale d’allarme

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Rimodellano il suono e salvano l’udito: ecco le cuffie più sicure del mondo (create da un 16enne)

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Un abitante della Terra su 7 avrebbe oggi problemi di udito, e non si tratta principalmente di anziani come potremmo facilmente immaginare, ma per lo più di giovani dai 12 ai 35 anni. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 1,1 miliardi di ragazzi ascolta quotidianamente musica a livelli troppo elevati, mettendo a rischio la salute delle proprie vie uditive, e 43 milioni sarebbero quelli che già vivono con una forma di disabilità. La perdita dell’udito è causata da due fattori: il volume misurato in decibel e la durata dell’esposizione. Chiunque ascolta l’audio sopra i 85db per lunghi periodi è considerato ad alto rischio.

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