OggiScienza

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APPROFONDIMENTO – La parola cancro fa sempre molta paura, e ci fa sentire responsabili per la nostra salute. La misura di questa responsabilità però è una questione delicata. La querellecarne rossa sì, carne rossa no, sta letteralmente riempiendo le pagine dei giornali e le giornate degli opinionisti in tv, rischiando di fare molta confusione. Fraintendendo il messaggio della recente monografia dello IARC, si fa riferimento alla cancerogenicità delle carni rosselavorate come una presunta causa per il cancro al colon-retto, quando invece i termini esatti della questione sono altri: un consumo giornaliero di 50 grammi di carne rossa lavorata aumenta del 18% il rischio di sviluppare nella propria vita il cancro al colon-retto. Un tumore che è uno fra i più diffusi fra la popolazione, il secondo nel caso delle donne dopo il tumore alla mammella e il terzo per gli uomini. Secondo l’ultimo rapporto AIRTUM

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