Brexit: le controindicazioni per la sanità d’oltremanica.

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Tentare previsioni sulle future conseguenze della Brexit in ambito sanitario, dopo che il referendum del 24 giugno scorso ha dato il via al processo per portare
il Regno Unito fuori dall’Unione Europea (UE), non è semplice, dato
che al momento si vive una fase transitoria, dove è ancora tutto da
discutere tra Unione Europea e Regno Unito. Quello che pare certo è tuttavia che la Brexit si abbatte su un paese tutt’altro che solido dal punto di vista dell’autosufficienza
nel settore medico e odontoiatrico.
Il sistema sanitario britannico sta infatti vivendo un momento di forte crisi per quanto riguarda la forza lavoro, iniziato diversi anni fa: ci sono pochi medici e ancora meno
odontoiatri, e molti di quelli che ci sono, circa il 10-15%, provengono da altri paesi, comunitari e non.
L’Italia attualmente si trova al quinto posto come forza lavoro, con oltre 4.500 medici residenti nel Regno Unito. Questo perché nel Regno Unito il percorso per diventare medico è molto lungo e scoraggiante per un giovane diplomato” spiega Sara Tenconi,
chirurgo toracico presso l’Ospedale di Leicester, che lavora oltremanica da tre anni.

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Un giornalismo dal basso fa le pulci alle elezioni USA

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Quis custodiet ipsos custodes? Chi controllerà i controllori? A chiederselo è Giovenale in una delle sue Satire. Siamo fra il I e il II secolo dopo Cristo, la Colonna Traiana illustra le gesta di un Impero Romano che si estende fino al Danubio. Nel poco soleggiato indomani delle elezioni americane, la domanda ritorna con tutta la sua urgenza, e un punto di partenza lo fornisce la rete. La democrazia nell’era di Internet ha assunto nuove forme, e una di queste – forse la più autentica – è il fact checking, la possibilità di un processo dal basso di controllo sui meccanismi di controllo stessi. Un’accezione di partecipazione nuova, per lo meno numericamente.

Matt Groening e colleghi – la satira da sempre anticipa i tempi – raccontarono brillantemente il fenomeno durante le elezioni del 2008, con un Homer Simpson accigliato davanti alla “voting machine” mentre cerca di votare per Obama, finendo solo per regalare una marea di voti al senatore Mc Cain.

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