Brexit: le controindicazioni per la sanità d’oltremanica.

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Tentare previsioni sulle future conseguenze della Brexit in ambito sanitario, dopo che il referendum del 24 giugno scorso ha dato il via al processo per portare
il Regno Unito fuori dall’Unione Europea (UE), non è semplice, dato
che al momento si vive una fase transitoria, dove è ancora tutto da
discutere tra Unione Europea e Regno Unito. Quello che pare certo è tuttavia che la Brexit si abbatte su un paese tutt’altro che solido dal punto di vista dell’autosufficienza
nel settore medico e odontoiatrico.
Il sistema sanitario britannico sta infatti vivendo un momento di forte crisi per quanto riguarda la forza lavoro, iniziato diversi anni fa: ci sono pochi medici e ancora meno
odontoiatri, e molti di quelli che ci sono, circa il 10-15%, provengono da altri paesi, comunitari e non.
L’Italia attualmente si trova al quinto posto come forza lavoro, con oltre 4.500 medici residenti nel Regno Unito. Questo perché nel Regno Unito il percorso per diventare medico è molto lungo e scoraggiante per un giovane diplomato” spiega Sara Tenconi,
chirurgo toracico presso l’Ospedale di Leicester, che lavora oltremanica da tre anni.

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