Italia paese con il gap maggiore fra patrimonio e reddito delle famiglie

I giorni scorsi Istat e Banca d’Italia hanno pubblicato una serie di dati sulla ricchezza delle famiglie italiane, dai quali emergono alcuni aspetti interessanti. Anzitutto che la metà della ricchezza delle famiglie italiane è ancora rappresentata dalla casa. Le cosiddette “attività non finanziarie” cioè abitazioni, immobili non residenziali, apparecchiature, terreni, impianti, rappresentano i due terzi della ricchezza netta delle famiglie(6.200 miliardi di euro, di cui 5.246 miliardi di euro dalle abitazioni). Le attività finanziarie, cioè biglietti, depositi, titoli, prestiti, azioni, derivati, quote di fondi comuni, riserve assicurative e altri conti attivi, impattano sulle famiglie per 4.300 miliardi di euro.

Nell’ordine, il 48% della ricchezza del totale delle famiglie è oggi rappresentato dalla casa, il 12% dai depositi, il 9% dalle rendite delle azioni possedute, un altro 9% dalle riserve assicurative, il 6% da immobili residenziali, mentre tutte le altre voci incidono per meno del 5%. I terreni coltivati per esempio rappresentano mediamente il 3% della ricchezza delle famiglie italiane.

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Rachele, pilota di auto da corsa con la fibrosi cistica

Me lo ripete diverse volte, Rachele Somaschini, di essere stata fortunata. Fortunata a nascere a Milano, nel 1994, in una famiglia che ha saputo trovare il modo di farla convivere con la malattia senza che lei percepisse alcuna privazione o alcun timore di vivere per tutta l’infanzia. Fortunata perché una tra le due mutazioni genetiche ereditate è meno severa e sembra aver mitigato il decorso della fibrosi cistica. Ci sono persone malate che anche con la migliore assistenza medica e fisioterapica, con il migliore supporto familiare, scolastico e la giovane età, non vivono una quotidianità serena.

Rachele è un’atleta: oggi ha 25 anni e da quattro corre in macchina, sport in cui si è subito rivelata una campionessa. Uno sport che a qualsiasi altra persona solo a guardarlo toglie il fiato, mentre a Rachele il fiato lo dona.

“Lo sport è oggi ed è sempre stato centrale nella mia vita. Con mio padre, da sempre appassionato ed ex pilota, ho esordito a soli 19 anni in una gara storica e una volta salita non sono più voluta scendere dall’auto, con mia madre che per poco non sveniva dall’ansia!”. Rachele è stata fortunata perché è nata dopo l’approvazione della legge 104 del 1992, che fra le altre cose ha reso obbligatorio lo screening neonatale direttamente nell’ospedale di nascita. Grazie allo screening, i medici hanno potuto da subito ipotizzare la malattia di cui, a un mese dalla nascita con il test del sudore, è stata confermata la diagnosi. Una caratteristica della malattia è proprio il sudore, molto più salato di quello delle persone sane. Un proverbio tedesco del XVII secolo recitava «Morirà presto il bambino, la cui fronte sa di sale».

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Unioni civili compiono tre anni. Un primissimo bilancio

Sono passati ormai tre anni dall’entrata in vigore della Legge Cirinnà sulle unioni civili fra coppie dello stesso sesso, anche se i dati più recenti a livello nazionale sono al momento aggiornati al 31 dicembre 2017.
Considerando sia le unioni civili costituite in Italia sia le trascrizioni di unioni costituite all’estero, nel primo anno e mezzo si sono registrate 6.712 unioni, e sono state di più le coppie di uomini a celebrare in questo modo il loro amore: precisamente 4682, a fronte di 2030 coppie di donne, per un totale di 13 mila persone coinvolte, cioè 2 cittadini su 10 mila. Un’unione su quattro è avvenuta a Roma, Milano e Torino.
Per fare un paragone, solo nel 2017 (dati istat ) sono avvenuti in Italia 191.287 matrimoni, la metà con rito civile e l’altra metà anche religioso.

Si sa, il trend è che ci si sposa sempre di meno: il confronto tra i dati del Censimento della popolazione del 1991 e quelli riferiti al 2018 mostra infatti che fra i 15- 64 enni, a fronte di un lieve calo della popolazione (- 309 mila persone), si contano 3,8 milioni di matrimoni in meno e 3 milioni di celibi e oltre 972 mila divorziati in più. Al 1 gennaio 2018 il numero dei coniugati e dei celibi è quasi il medesimo: 28 milioni contro 25 milioni.
Trent’anni fa la metà degli uomini e il 69% delle donne fra i 25 e i 34 enni era sposato, oggi lo è rispettivamente il 19,1% dei maschi e il 34,3% delle femmine. I celibi erano il 48,1% dei giovani uomini e il 29% delle giovani donne: oggi sono rispettivamente l’ 80,6% e il 64,9%. Nella classe di età 45-54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato mentre è nubile quasi il 18% delle donne.

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Cellule staminali del cordone ombelicale per ringiovanire le cellule del sangue

La ricerca scientifica ha ampiamente documentato che la lunghezza dei nostri telomeri – strutture del DNA che hanno il compito di proteggere i cromosomi, quindi il nostro DNA, dai danni esterni e dal deterioramento – è correlata con l’invecchiamento della cellula, quindi del nostro organismo. Il telomero è un vero e proprio marcatore dell’invecchiamento cellulare: più la cellula è “vecchia”, più il telomero risulta corto. Da anni viene studiato come indicatore di malattie della terza età, inclusi il cancro, l’ aterosclerosi e il diabete.

Tutti nasciamo con telomeri della stessa lunghezza, che tuttavia con il passare del tempo finiscono per accorciarsi. Questo avviene essenzialmente a causa dell’attività della telomerasi, l’enzima che ripara e restaura i telomeri. Tuttavia, questo accorciamento può essere anche dovuto a danni ambientali, al fumo o alla chemioterapia, che contribuiscono a ridurre la lunghezza dei telomeri.

La possibilità di rallentare l’accorciamento di queste regioni del cromosoma o di allungarle nuovamente, qualora si fossero accorciate, è un ambito molto studiato dalla ricerca biomedica. Il trapianto di cellule staminali emopoietiche, capaci cioè di rigenerare gli elementi che compongono il sangue, è oggi terapia salvavita per la cura di numerose malattie del sangue, anche gravi. Trovare un donatore di midollo che sia compatibile però non è semplice e gli scienziati sono da tempo alla ricerca di alternative efficaci.

Una di esse è rappresentata proprio dalle cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale. Sono cellule molto giovani, con telomeri lunghi e mai esposti ai danni ambientali. Sono simili alle cellule del midollo e sono in grado di dare origine a svariati tipi cellulari, con un minor rischio di rigetto.

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