Italia agli ultimi posti nella comprensione della “digital economy”

Lo Skills Outlook Scoreboard di OCSE, rilasciato qualche giorno fa è lapidario: la popolazione italiana non possiede le competenze di base necessarie per prosperare in un mondo digitale, sia nella vita sociale che sul posto di lavoro. Solo il 36% degli italiani, la percentuale più bassa tra i paesi OCSE, è in grado di utilizzare Internet in maniera complessa e diversificata. Solo un italiano su cinque tra i 16 e i 65 anni possiede un buon livello di alfabetizzazione e capacità di calcolo (cioè ottengono almeno un punteggio di livello 3 nei test di alfabetizzazione e calcolo). Si tratta del terzo peggior risultato tra i paesi esaminati.
L’Italia è il paese con la più bassa percentuale di lavoratori capace di utilizzare software anti-tracking (lo sa fare l’8% degli intervistati), e di modificare le proprie informazioni personali online (sa farlo solo la metà delle persone). Un quarto degli italiani invece sa impostare i cookies nel proprio sito o blog. Gli anziani con scarse capacità cognitive e digitali sono un terzo del totale in Italia, mentre la media OCSE è del 17% e in Norvegia si arriva a quote bassissime, meno del 5%.

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Procreazione Medicalmente Assistita, verso le prime linee guida italiane

Quello che è successo tra il 25 e il 26 maggio in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è davvero degno di nota: in sole 48 ore, oltre 500 operatori sanitari di questo settore – che rappresentano circa il 70% dei centri PMA presenti in Italia – hanno firmato la proposta della Società Italiana Riproduzione Umana (SIRU), già approvata dal Ministero della Salute, di dotare anche il nostro paese di linee guida per la PMA, per uniformare una volta per tutte da Nord a Sud i servizi per le coppie nella gestione clinica dell’infertilità.

In particolare la proposta prevede di adattare – e non semplicemente tradurre – al contesto italiano la proposta di Linee guida del National Institute for Health and Care Excellence – NICE (Istituto Nazionale per la Salute e l’Eccellenza nella Cura) inglese, un’istituzione pubblica attiva da 20 anni, che fa capo al Ministero della Salute nel Regno Unito, con una elevata autorevolezza in materia di sviluppo di linee guida cliniche.

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Un elettore su tre ha votato Salvini. Scopri quanto è leghista il tuo Comune

Un elettore su tre ha votato Lega. In quasi un comune su quattro il popolo di Salvini costituisce più della metà degli elettori, o almeno di coloro che si sono recati alle urne.

I dati parlano chiaro: il consenso del Partito è cresciuto, a scapito del Movimento Cinque Stelle e del partito Democratico. Solo in Toscana il PD ha ottenuto una percentuale leggermente più alta della Lega: il 33% contro il 31%.

Spicca il fatto che laddove la Lega ha totalizzato le percentuali più elevate, il Movimento ha incamerato quelle più basse. In Veneto, la prima regione per percentuale di voti alla Lega (il 50%), il Movimento ha raggiunto l’8,9%, la percentuale più bassa d’Italia dopo il Trentino Alto Adige. Al contrario, in Campania e Sicilia, dove il Movimento ha superato il 30%, la Lega ha totalizzato le percentuali più basse. Che però basse non sono. La regione dove meno persone hanno votato Lega è stata la Campania, dove tuttavia Salvini è stato scelto da un elettore su cinque. Per fare un paragone, sono diverse le regioni dove il PD non ha toccato questa quota, per non parlare del M5S.

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Il più ampio studio mai eseguito sulla salute delle persone transgender

Dal giugno 2018, la transessualità non è più classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come malattia mentale. L’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle “condizioni di salute sessuale”. Un cambiamento epocale, che va nella direzione di abbattere sempre più i tabù e dunque lo stigma nei confronti delle persone transgender.

Ma quanto sappiamo oggi dello stato di salute di chi decide di avvicinarsi alla propria autentica sessualità chirurgicamente oppure assumendo farmaci e ormoni? Ancora molto poco. Sono pochi i dati scientifici sugli effetti a lungo termine dei trattamenti sulla salute, come la suscettibilità al cancro o su come cambiano il cervello e il corpo in generale.

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