Meno incisioni e una vista migliore: ecco la tecnologia italiana in aiuto della chirurgia addominale

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Riuscire a eseguire interventi chirurgici addominali dall’interno, invece che dall’esterno, riducendo al minimo le incisioni e sfruttando gli orifizi naturali. Fantascienza? No, prossima realtà. Il Politecnico di Milano, insieme alle Università di Genova, di Bergamo e dell’Aquila da anni sta portando avantiNOTES (Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery), un progetto finanziato dal MIUR concluso nel 2012, per mettere a punto una tecnologia in grado di garantire un’ottima visione del campo operatorio.

Tutto grazie da un endoscopio di ultima generazione, dotato di telecamera integrata, sensori e fibre ottiche per garantire un’adeguata illuminazione. Un sistema grazie al quale il chirurgo potrà disporre di un’ottima visione all’interno del paziente e intervenire senza bisogno di incisioni, spesso importanti per il paziente.

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RocketBook: con 20 euro puoi avere il quaderno che salva dentro il cloud quello che stai scrivendo a mano

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È quello che generazioni di studenti hanno sempre sognato: far sì che quello che stiamo scrivendo a mano, magari durante una lezione assai densa, magicamente si trascriva in formato digitale: insomma, risparmiarsi il tempo sprecato alla tastiera. Oggi questo quaderno esiste, ed è già sul mercato a un prezzo di circa 20 euro. Si chiama Rocketbook, e ha letteralmente sbancato Indiegogo, ottenendo il 3000% di quanto richiesto. Sì, il 3000 per cento.

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Sono made in Italy i tatuaggi hi-tech che ti fanno l’elettrocardiogramma

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Facile come quando da bambini ci facevamo i tatuaggi comprati in edicola: bastava appoggiare la carta sulla pelle, tamponare con un po’ d’acqua, sollevare la pellicola e si era tatuati. Ed era sufficiente un po’ d’acqua e sapone per lavare via tutto.

Stavolta non si tratta però di un nuovo tipo di tatuaggi per bambini, ma di un prototipo di sensore ultrasottile in grado di rilevare i nostri parametri vitali, come uno strumento per l’elettrocardiogramma. Un tatuaggio high-tech sviluppato dai ricercatori dell‘Istituto Italiano di Tecnologia a Pontedera, in Toscana, e che rappresenta una tecnologia assai promettente nel settore per due ragioni: perché i materiali di cui è composto costano pochissimo, e perché appunto è sufficiente un po’ d’acqua per far si che l’inchiostro che compone i suoi circuiti interni aderisca alla nostra pelle, dove invece altri prototipi simili richiedono per esempio stampi in silicone.

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Kinsa, il termometro smart che dice alle mamme cosa fare in caso di febbre

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Ha superato di gran lunga l’obiettivo della campagna su Indiegogo, ottenendo a oggi oltre 60 mila dollari: è l’innovativo termometro da orecchio che ti dice che cosa devi fare quando sei malato. Sì, proprio così. Kinsa non monitorizza solo quanta febbre hai tu o ha il tuo bambino, cosa che comunque è in grado di fare letteralmente in un secondo, ma grazie a un collegamento bluetooth con il tuo smartphone l’app esamina la temperatura, l’età del paziente e suggerisce un possibile protocollo da seguire fra 14 inseriti di default, che si basano su protocolli standard medici. Ovviamente, come sempre quando si parla di app che riguardano la salute, nulla si può sostituire al medico, ma questi suggerimenti possono comunque essere d’aiuto per le situazioni più semplici, specie per genitori alla loro prima esperienza.

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