Essere omosessuali in Africa

Reblogged from datajournalism.it

Essere omosessuali nel continente nero è ancora oggi un problema enorme. Perché se ci sono dei paesi in cui l’omosessualità è esplicitamente legale, nella maggior parte degli stati africani se sei omosessuale ben che ti vada vai in galera; se ti va male puoi finire ai lavori forzati, venire condannato a morte o, se sei donna, subire il corrective rape, che altro non è che uno stupro di gruppo. Per non parlare dei paesi in cui non esiste una legge apposita che condanni l’omosessualità, ma in cui vige una morale sul pudore che di fatto perseguita anche i rapporti con lo stesso sesso. Lo testimonia la recente legge contro gli omosessuali che prevede la prigione a vita per gli omosessuali, promulgata dal presidente del Gambia, Yahya Jammeh. Lo stesso leader noto per aver affermato qualche tempo fa “I gay e le lesbiche li vorrei uccidere con le mie mani, come zanzare”.

Tante Afriche
«In realtà, a parte la sua denominazione geografica, l’Africa non esiste» scriveva il reporter polacco Ryszard Kapuscinski. Anche quanto a morale sessuale, così come nella maggior parte dei settori della vita pubblica e privata, l’Africa è un crogiolo di culture tale che pare impossibile tracciare delle linee comuni. Ogni stato ha le proprie leggi e soprattutto le proprie pene, anche assai diseguali fra di loro, anche fra paesi che sembrano a noi occidentali molto simili perché accomunati dalla geografia o dalla storia. Dal Sudafrica in cui è legale addirittura il matrimonio omosessuale, fino a paesi come Mauritania, Sudan, Nigeria e Somalia, dove la legge prevede ancora oggi anche la pena di morte.

Read More

Commercio intra-Africa, il gigante che dorme

Reblogged from Datajournalism.it

C’è chi lo chiama Sleeping Giant, il gigante che dorme. Stiamo parlando del commercio intra-africano, che ancora una volta racconta un continente che si muove a più velocità e che investe molto di più nel commercio con i paesi non africani che in quello interno. Un continente dove i paesi che appartengono alla maggior parte delle comunità economiche sono in realtà i più poveri, perché gli stati più ricchi come il Sudafrica commerciano per la maggior parte all’interno della propria comunità o con paesi non africani.

Secondo dati forniti dalla World Bank riferiti al 2009 solo il 12% dei commerci è avvenuto verso altri paesi africani, la percentuale più bassa del mondo. La situazione non è però omogenea e anche su questo fronte, come su altri aspetti raccontati nelle puntate precedenti, il continente africano dimostra di non dialogare, o se non altro dialogare molto poco con se stesso.

Read more

BRIC e Turchia: le economie emergenti toccano l’Africa

Reblogged from datajournalism.it

Perché l’Africa dovrebbe scegliere proprio noi come partner privilegiato? Ci eravamo lasciati con questa domanda, nelloscorso articolo, dopo aver scoperto le crescenti rotte commerciali tra l’Italia e i paesi dell’Africa Subsahariana nonché gli investimenti italiani in quelle zone. Una prima risposta, che veniva dagli stessi esperti che hanno curato il dossier, faceva riferimento alla qualità del Made in Italy come una delle strade maestre per raggiungere l’obiettivo. Tuttavia la domanda non può essere elusa rimanendo chiusi nel nostro bozzolo italiano. Lo scenario entro cui i rapporti tra il nostro paese e l’Africa si collocano è uno scenario globale, e i suoi protagonisti cambiano.

Secondo dati del Fondo Monetario Internazionale riportati in un dossier ISPI, negli ultimi vent’anni la quota dei Paesi cosiddetti BRIC – Brasile, Russia, India e Cina – nel commercio dell’Africa Subsahariana è passata da circa il 3% del 1990 al 20% del mercato nel 2012. La presenza dei BRIC – termine coniato nel 2001 da Goldman Sachs per definire le nazioni che secondo le loro stime avrebbero dominato la scena economica mondiale nei 50 anni a venire – rappresenta dunque uno dei parametri più interessanti da considerare per comprendere un po’ di più quali sono i giocatori di questa partita a sud del Sahara. Insieme a un quinto attore, non meno emergente: la Turchia, il cui valore degli scambi commerciali è passato negli ultimi 10 anni da 2 a 17 miliardi di dollari.

Read more

Italy and African Countries scientific cooperation

Reblogged from Science on the net

A specific call of Horizon 2020 promotes cooperation between Europe and Africa for scientific research, funding project for €80 billion between 2014 and 2020: €24.5 billion for strengthening research in science, €22.6 billion for strengthening industrial leadership in innovation and €31 billion addressed to societal challenges, like global warming, sustainable transport, food or renewal energy. Actually, Italy has been active in this field for years, especially in South Africa and Egypt, through programs of bilateral scientific and technological cooperation under the authority of the Unit for Scientific and Technological Cooperation of the Directorate General for the Promotion of the Country System.

SOUTH AFRICA

The Ministry of Foreign Affairs, under the Programme for Scientific and Technological Cooperation between Italy and South Africa for the years 2014 – 2016, has launched a call for the collection of joint research projects to develop between the two countries, which closed on 28 February. The call was open to researchers, universities and research centers, and included physics, astrophysics and radio astronomy, information and communication technologies, biotechnology, nanotechnology and advanced materials, medicine, health environment, and renewable energy.

Furthermore, since the Europe-Africa cooperation is also one of the objectives of Horizon 2020, preference will be given to projects that are part of multilateral research programs of the European Call. More in detail, the initiative aims at two types of projects: the first group concerning the mobility of researchers, with support for up to three years 2014-2016 and a loan in annual installments, while the last category is about bilateral projects of great importance.

Read more