Io, sorella Asperger

VITE PAZIENTI – È Francesca, mamma di Chiara, a raccontarmi dell’Asperger. Parlando con lei ho capito quanto una parola possa essere sbagliata, anche dannosa. Asperger non è una sindrome, non è una malattia. È una condizione, una sagoma che emerge dal foglio bianco quando ti rendi conto che i punti che hai sempre evidenziato come “stranezze” in realtà sono connessi fra di loro. Che, se proprio vogliamo, è possibile trovare una definizione comune a persone con un determinato vissuto, dovuto a una percezione del mondo e di sé poco frequente. Subito da Francesca ho una viva sensazione di positività rispetto a quest’etichetta.

Prima di questa chiacchierata non avevo idea che ci fossero diverse persone – alcune anche note al grande pubblico – che insospettabilmente per noi, sono in realtà “fratelli e sorelle Asperger”. Un esempio su tutti è la scrittrice Susanna Tamaro, che ne ha parlato da poco nel suo libro Il tuo sguardo illumina il mondo (2018). Anche Luca Pani, ex direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dichiarato di essere un Asperger.

La frase che mi colpisce di più di Francesca riguarda un aspetto ricorrente della vita di Chiara, sua figlia oggi adolescente: la necessità di lasciarsi periodicamente alle spalle il passato e cominciare un nuovo ciclo. Altrove, con persone diverse, senza il bagaglio di frustrazioni e rancori per ciò che non ha funzionato. Costruire nuovi rapporti per un Asperger è faticoso, per Chiara è ogni volta un’operazione da progettare con cura, senza lasciare nulla all’improvvisazione. Il trucco è riuscire a fare parte di un gruppo restando un po’ defilati. Usa questa espressione Chiara per raccontare quello che intende: ricominciare sotto copertura. Fare in modo che il suo universo interiore, che lei riconosce esistere, non venga colto dagli altri.

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Verde urbano in aumento. Di più lo smog. Le mappe interattive e i dati

La buona notizia è che in 75 dei 109 capoluoghi di provincia italiani dal 2016 al 2017 è aumentata la superficie di verde urbano, con picchi particolarmente positivi a Crotone, il capoluogo con meno densità di superficie verde d’Italia, ed Enna, con rispettivamente un +22% e +12% in un solo anno. Milano ha registrato un +1,15% di verde urbano sul 2016 e Roma un +1,05%.

La crescita del verde urbano in Italia

Nel complesso, il verde urbano copre il 2,9% del territorio comunale dei capoluoghi, cioè oltre 573 milioni di metri quadri di superficie, pari a 31,7 di metri quadri per abitante, a cui si aggiunge un altro 16,6% di aree naturali protette.

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Sesso: un adolescente su 10 non usa nemmeno il coito interrotto

Secondo un sondaggio dell’Istituto Superiore di Sanità condotto su oltre 16 mila studenti di 16-17 anni, iscritti in 482 scuole di tutta Italia, gli adolescenti ancora oggi pensano di saperne di più sulla propria sessualità rispetto alla realtà. Anche quando si rendono conto di non avere chiaro qualche aspetto dell’argomento, non è detto che si informino tramite canali seri: nove ragazzi su dieci cercano online le informazioni che riguardano i rischi di eventuali rapporti sessuali non protetti, infezioni comprese. Meno di uno su cinque si informa a scuola, uno su dieci da medici o esperti, da riviste, libri e TV.

Il tabù in famiglia, dove non si parla di sesso

Esistono ancora parecchi tabù nel rapporto genitori-figli. Sono pochi (il 20% degli intervistati) i ragazzi e le ragazze che si sentono a proprio agio nel parlare di questo tema in famiglia, nonostante i genitori degli adolescenti di oggi appartengano alla generazione nata a partire dalla fine degli anni Sessanta.

Il 45% di questi ragazzi e ragazze non ha mai nemmeno parlato di contraccezione in famiglia, il 44% non ha mai affrontato il tema delle malattie sessualmente trasmesse, il 42% dei cambiamenti della pubertà e della maturità sessuale. Un ragazzo o ragazza su tre non ha mai confidato nulla della propria vita sentimentale ad almeno un genitore. Questo nonostante un terzo dei ragazzi intervistati abbia già avuto rapporti sessuali completi prima della maggiore età, con o senza contraccettivi.

Molti ragazzi, in ugual misura a Nord e a Sud, ritengono che la scuola dovrebbe essere più presente con corsi di educazione sessuale, ma passando ai fatti al Sud queste esperienze sono ancora molto poche rispetto al resto d’Italia. Solo un terzo degli adolescenti meridionali ha partecipato a incontri dove si è parlato anche di sessualità, contro il 78% dei coetanei del Nord.

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Se tuo figlio è autistico

VITE PAZIENTI – Lisa è al primo anno di scuola materna quando riceve la diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Oggi ha nove anni e frequenta la terza elementare. Vive una vita relazionale piena, circondata da compagni di classe che le vogliono bene e la includono nelle loro attività. “Si rende conto di avere qualche difficoltà a scuola rispetto ai suoi compagni, ma non è ancora consapevole della sua condizione, nonostante noi in casa parliamo serenamente di autismo, anche con la sua sorellina più piccola”, mi racconta Daniela, la sua mamma.

“Forse arriverà il momento di parlarne più dettagliatamente a breve. O forse no, accadrà fra molto tempo. Quello che più conta è che Lisa è una bambina serena, anche se accanto alla sua vita familiare e scolastica vive anche una vita di visite mediche, logopedia, psicomotricità”.

La serenità di Lisa è la punta di un iceberg, l’immagine che emerge alla fine del puzzle. Dietro ci sono sforzi continui da parte della sua famiglia, per coordinare tutti gli aspetti, collocare i pezzi. Garantire il migliore dei supporti possibile a Lisa, per farla arrivare all’adolescenza e all’età adulta come una donna indipendente.

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