Treni da incubo, ecco le 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia

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Sotto Natale sono arrivati anche i sabotaggi, ma tra tagli, ritardi, disservizi, scioperi, usare la rete ferroviaria italiana significa imbarcarsi in veri e propri viaggi della speranza. La speranza che il treno arrivi all’ora segnata sul tabellone, che non si guasti proprio mentre ci stiamo recando sul posto di lavoro, che la coincidenza aspetti davvero il nostro arrivo nonostante quei dieci minuti di ritardo che ci portiamo sempre dietro. Speranza di trovare un posto a sedere, che funzionino il riscaldamento d’inverno e l’aria condizionata d’estate. Speranza che non ci siano treni in ritardo che viaggiano nella direzione opposta alla nostra sull’unico binario esistente. Per tanti pendolari italiani viaggiare è un incubo e quali sono i numeri che causano questo incubo ce lo racconta Legambiente che anche quest’anno ha pubblicatoPendolaria, una classifica delle linee ferroviarie regionali peggiori d’Italia. È evidente che le linee problematiche sono ben di più, ma Legambiente ha selezionato queste dieci, da nord a sud della penisola, sulla base delle principali proteste sul territorio effettuate dagli stessi pendolari. Situazioni che rispecchiano – si legge nel comunicato – “quanto poco le Regioni e i Governi hanno fatto nel corso degli ultimi anni e quanto la situazione dei pendolari sia sempre più insostenibile.

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Nel 2014 due italiani su cinque ancora fuori dalla rete

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Alla faccia del digital divide: oggi 2 italiani su 5 dichiarano di non aver mai usato internet. Sono stati fissati a 2,1 miliardi di euro i fondi previsti dall’Accordo di partenariato per reti e Agenda digitale che l’Italia potrà spendere da qui al 2020 per ilpotenziamento della banda larga, ma per parecchi italiani questa notizia cambierà ben poco le loro vite. Ancora oggi infatti il 40% della popolazione italiana intervistata nel 2013 da Istat, non ha mai utilizzato internet. E se buona parte di questa percentuale è composta da persone con più di 65 anni, la cui esistenza è progredita per la maggior parte senza l’ausilio della grande Rete, tra i non utenti del web troviamo anche parecchi giovani, e una fetta di giovanissimi. Il 17% di quelli che vengono definiti i “nativi digitali”, che cioè hanno meno di 24 anni, non hanno utilizzato internet nei tre mesi precedenti all’intervista, nemmeno per connettersi ai social network. Non si è connesso il 27% dei 25-34 enni, cioè uno su tre, e il 34% dei 34-44 enni. Inoltre, fra gli adolescenti, cioè chi nel 2013 aveva fra i 14 e i 18 anni 6 su 100 dichiarano di non aver mai utilizzato internet nella propria vita, così come il 7% dei maschi laureati e addirittura una donna laureata su dieci.

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