OggiScienza

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RICERCA – Un gruppo di ricercatori guidati da Barbara Sherwood Lollar dell’Università di Toronto è riuscito a mappare la posizione di acque ricche di idrogeno rimaste intrappolate all’interno di fratture della roccia per chilometri al di sotto della superficie terrestre in Canada, Sudafrica e Scandinavia.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, comprende dati provenienti da 19 siti esplorati dalla Lollar insieme a colleghi di Princeton e Oxford, e mostra come queste antiche riserve d’acqua siano chimicamente simili a quelle presenti in bocche d’acqua molto profonde. Ciò suggerisce che queste acque possono favorire la vita dei microbi che vivono in isolamento e rappresenta un cambiamento radicale nella nostra comprensione del volume totale della crosta terrestre che potrebbe rivelarsi abitabile.

Gli scienziati hanno inoltre spiegato come si combinano le diverse reazioni chimiche che producono le enormi quantità di idrogeno presenti in questi siti, il doppio rispetto alle stime effettuate in precedenza e basate…

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