Un miliardo di euro: così l’India punta sul biotech

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Un progetto imponente per  trasformare l’India in un riferimento a livello mondiale per la ricerca genomica. È notizia di questi giorni che il governo ha annunciato nel suo bilancio annuale la decisione di investire notevolmente sul Dipartimento di Scienza e Tecnologia, che ha ricevuto un finanziamento di 650 milioni di dollari (596 milioni di euro, un aumento del 17% sulla ripartizione dello scorso anno) e sul Dipartimento di Biotecnologie (DBT), finanziato invece per 247 milioni di euro, il 12% di incremento rispetto all’anno precedente. Il 12% di incremento dei finanziamenti ha riguardato anche il Dipartimento di Ricerca Sanitaria. Una virata decisa quindi verso il settore del biotech, dal momento che per contro il Dipartimento della ricerca spaziale ha visto un incremento degli investimenti inferiore al 2%. La National Biotechnology Development Strategy, che il Governo ha lanciato lo scorso dicembre, sembra prendere il via.

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Un’Italia ad alto rischio

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Il 20% del territorio nazionale è a pericolo frane, l’8% a rischio elevato, e il 25% è a rischio alluvione, il 4% con pericolosità elevata, con un tempo di ritorno cioè fra i 20 e i 50 anni. Solo 12 comuni su 100 in Italia sono esenti completamente sia da rischio frane che alluvioni e per contro in 7 regioni su 20 l’intero territorio regionale è interessato da dissesto idrogeologico. Se parliamo in termini di popolazione potenzialmente coinvolta, il 2,1 degli italiani convive, magari inconsapevolmente, con il rischio elevato di frane e il 3,2% con il rischio di alluvioni. A rischiare grosso sono anche i beni culturali del nostro Paese, il 18% dei quali è oggi a rischio frane e il 6,6% a rischio alluvione.
Questi i dati poco confortanti resi noti da ISPRA, che ha pubblicato in questi giorni il suo rapporto 2015 “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”.
Un rapporto basato sulle mosaicature effettuate da ISPRA delle aree a pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e delle aree a pericolosità idraulica perimetrate dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome, e sui dati geospaziali relativi a popolazione, imprese, beni culturali e superfici artificiali.

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