400 mila euro per l’immunoterapia contro la leucemia mieloide acuta

La lotta contro i tumori del sangue in età infantile come la leucemia mieloide acuta, si fa sempre più serrata. Lo scorso gennaio presso l’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP) Città della Speranza di Padova ha preso il via un progetto finanziato per 400 mila euro di durata biennale per lo studio di un approccio immunoterapico con cellule CAR T, per riuscire finalmente a curare anche quei casi di cancro infantile – purtroppo ancora presenti – che non rispondono alle terapie tradizionali come la chemioterapia. L’obiettivo è quello di sviluppare a Padova, per la prima volta, nuove tecnologie per l’immunoterapia delle leucemie infantili.

Continua su OggiScienza

Le “giovani” partite Iva calano. Crescono i liberi professionisti over 50

Non ci sono state grandi sorprese nemmeno nel 2018: il numero di nuove partite IVA è sostanzialmente lo stesso dell’anno precedente (+0,54%). L’osservatorio delle partite IVA del Ministero delle Finanze ha contato per il 2018 512 mila nuove posizioni, di cui 152 mila “persone non fisiche” e 359 mila nuovi liberi professionisti: 221 mila uomini e 138 mila donne. Circa il 43% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,1% al Centro e il 34,6% al Sud ed Isole. Il confronto con l’anno precedente evidenzia che i maggiori incrementi di avviamenti si sono registrati in Lombardia (+2,1%), in provincia di Bolzano (+2%) e in Calabria (+1,8%). Le flessioni più significative riguardano, invece, la Basilicata (-6,8%), l’Umbria (-6,7%) e le Marche (-6,6%).

A crescere però sono le aperture da parte di persone con più di 50 anni, mentre il numero dei giovani neo liberi professionisti è in calo. Le nuove attività di persone dai 51 ai 64 anni sono passate dalle 52 mila del 2009 alle 59 mila del 2018, quelle degli over 65 dalle 12 mila in più del 2010 alle 14 mila del 2018. La metà di queste ultime aperture riguarda attività agricole, il 13% attività tecniche e scientifiche e un 9% nuove imprese commerciali.
I nuovi imprenditori con un’età compresa fra i 36 e i 50 anni erano invece 135 mila nel 2009 e sono 117 mila oggi, mentre fra gli under 35 si è passati dalle 210 mila nuove aperture di dieci anni fa alle 168 mila del 2018.

Continua su Il Sole 24 Ore

Un lungo saluto: vivere la malattia mitocondriale di un figlio

“Mi sono chiesta spesso se avrei pensato a un altro figlio sapendo che poteva nascere con la stessa malattia incurabile di Francesco. La vita ha fatto sì che il problema non si ponesse, perché quando mio figlio ha ricevuto la sua diagnosi definitiva nel frattempo ero già diventata mamma di una bimba che aveva allora un anno e mezzo, e che fortunatamente non ha la mutazione genetica che origina la malattia mitocondriale.

Alla fine penso che no, non avrei rischiato consapevolmente, perché anche se sono passati nove anni da quando mio figlio è mancato, io un senso di quello che è capitato non lo trovo. Eventualmente sento di avere un compito: fare qualcosa per gli altri, cosa che ho messo in atto attraverso l’associazione Mitocon che ho contribuito a creare  nel 2007. Ma nessuna ragione, solo una sofferenza atroce e una vita che non è vita. Io non lo so come ho fatto a vivere quegli anni senza capitolare, facendo notti e giorni di fila senza dormire per l’ossessione di addormentarmi e non sentire il suono del saturimetro. Non so dove ho trovato quella forza.”

Continua su Oggiscienza

Il 16,4% delle famiglie con pensionati è oggi rischio di povertà

I più recenti dati Istat lo confermano: in media i pensionati attenuano il rischio di disagio economico nelle famiglie e assicurano – sempre in media – un’importante rete di protezione sociale. Sebbene il reddito mediano delle famiglie italiane dove sono presenti pensionati sia più basso rispetto a quello del resto delle famiglie (la categoria di “famiglie” comprende anche i nuclei di soli pensionati) le prime sono meno a rischio di povertà e grave deprivazione materiale. Nel complesso il 16,4% delle famiglie con pensionati è oggi rischio di povertà, circa 8 punti percentuali di meno di quello dei nuclei familiari senza pensionati.
Addirittura la presenza di un pensionato all’interno di nuclei definiti “vulnerabili”, come per esempio quelli dei genitori soli, dimezza il rischio di povertà (da 33,4% a 16,1%) e il cumulo di pensioni e redditi nello stesso nucleo abbassa il rischio di povertà dal 18,4% al 3,8%. Nelle famiglie con figli avere o meno nel proprio nucleo un pensionato significa un rischio di povertà rispettivamente del 12,7% e del 20,8%.
La povertà però non è tutta uguale, e se andiamo a

Continua su Il Sole 24 Ore