Letture estive 2019, i consigli di OggiScienza

Come ogni estate arrivano i consigli di lettura di OggiScienza (qui le puntate 2016, 2017 e 2018). con qualche spunto di lettura tra i libri pubblicati negli ultimi mesi, dall’astronomia al comportamento animale, dalla salute alla storia della scienza. Quali sono i libri da leggere nell’estate 2019?

Iniziamo con qualcosa di particolare. Il primo libro che vi proponiamo è edito da Raffaello Cortina Editore: Erotismo e aggressività nei disturbi gravi di personalità di Otto Kernberg, uno tra i più autorevoli psicoanalisti contemporanei. Si tratta di una serie di scritti dove l’autore analizza la complessa relazione tra teoria delle relazioni oggettuali e neurobiologia, con un approccio psicoanalitico nella lettura dei fenomeni della personalità. Che non è certamente l’unica chiave di lettura possibile, ma è uno sguardo interessante da considerare.

Passando alla fisica, è di questi mesi l’ultimo libro dello scienziato e divulgatore scientifico Amedeo Balbi, dal titolo L’ultimo orizzonte. Cosa sappiamo dell’universo, edito da UTET. La domanda è la seguente: possiamo dire di sapere finalmente tutto dell’universo? Certo che no. Il libro di Balbi si colloca in questa terra di frontiera su cui si svolge la ricerca attuale, dalle conferme della teoria inflazionaria fino alla ricerca della materia oscura, passando per la spiegazione dell’accelerazione dell’espansione dell’universo.

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Agenda 2030: l’Italia ha raggiunto solo 12 dei 105 target previsti

Attualmente l’Italia ha raggiunto 12 dei 105 target previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Lo mette in luce l’ultimo rapporto di OCSE Measuring Distance to the SDG Targets 2019. Stiamo facendo bene in ambito sanitario, nell’accesso a fonti di energia pulita e quanto a superficie occupata da alberi. Ma siamo ancora molto lontani dal raggiungimento dei target sull’eradicamento della povertà, sulla formazione continua degli insegnanti, sulla violenza contro le donne, sulla percentuale di persone che non studiano e non lavorano e sull’abbandono scolastico. Siamo inoltre messi piuttosto male per quanto riguarda l’obiettivo 16: istituzioni forti. L’ONU evidentemente non conta quanto i nostri politici urlino sui social network.

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Le imprese italiane sono sempre fra le meno indebitate

Secondo quanto si evince dall’ultimo rapporto di Istat e Banca d’Italia sulla ricchezza delle imprese non finanziarie italiane, queste ultime sarebbero poco indebitate rispetto a quelle di altri grandi paesi europei. Meglio di noi ci sono solo le imprese tedesche. Dal computo sono esclusi per esempio gli istituti di credito mentre sono incluse tutte le società e quasi-società private e pubbliche, fra cui le aziende autonome, le Ferrovie dello Stato, le aziende municipalizzate e consortili, le imprese a partecipazione statale, e le altre imprese pubbliche.
Alla fine del 2017 i debiti finanziari rapportati al valore delle attività non finanziarie ammontavano al 45%, un valore che non è variato dalla fine del 2005, che collocava le imprese italiane nel gruppo delle meno indebitate. Valori più elevati dei debiti in rapporto alle attività non finanziarie sono stati osservati nello stesso anno per le imprese canadesi e francesi (rispettivamente 88% e 82%), mentre l’indebitamento ha inciso in misura minore sulle imprese tedesche (39%).
Ma da dove deriva la ricchezza delle imprese italiane? Oggi oltre un terzo della ricchezza delle imprese deriva da ciò che posseggono, i due terzi dal valore aggiunto che producono. Il 63% proviene infatti dal cosiddetto patrimonio non finanziario, cioè dagli edifici posseduti, da impianti e da macchinari, mentre il 32% deriverebbe dalla componente finanziaria: titoli, azioni, depositi, derivati e riserve assicurative.
Gli immobili non residenziali incidono per il 25% della ricchezza lorda delle imprese, mentre gli impianti e macchinari per l’11%. Le altre fette più consistenti sono dovute alla rendita delle azioni e di altre partecipazioni (14%) e dagli altri conti attivi (13%), che includono principalmente crediti commerciali. Si osserva che complessivamente i crediti commerciali bilanciano i debiti che troviamo tra le passività.
Il peso della parte finanziaria risulta comunque in crescita dal 2013, raggiungendo nel 2017 quota 1.840 miliardi di euro.

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Sei sicuro che i social network ti servano? Al via HealthCom Program!

Cari amici,
ci siamo: fra due giorni HealthCom Program prende il volo.

📅Venerdì 21 giugno dalle 14.30 alle 16.30 si terrà la prima lezione (sempre in webinar), dove affronteremo il primo step di chi vuole approfondire come stare efficacemente online in ambito sanitario: il posizionamento.

Siamo molto emozionati, non lo nego. I due webinar gratuiti che abbiamo proposto, uno a maggio e uno a giugno, sono stati seguiti da più di 120 persone e molti hanno scelto di seguire il corso per intero 🌸

Trattandosi di un corso online (se non puoi partecipare in diretta non c’è problema, tutte le lezioni sono registrate e disponibili per gli iscritti in area riservata forever) c’è ancora posto.

Se sei curioso, curiosa un po’ qui: https://www.healthcomprogram.it

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