Quali Paesi cresceranno di più in futuro? Una ricerca italiana rivoluziona le previsioni

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Non basta il Pil per capire che evoluzioni avrà l’economia: è necessario anche calcolare la competitività dell’export di una nazione. E uno studio italiano dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr mette in primo piano l’importanza degli investimenti. Anche su settori come l’istruzione

Forse è il caso di cominciare seriamente a ripensare allo scenario economico globale andando oltre i concetti di BRICS e di Tigri Asiatiche, e di smettere di guardare al futuro di un paese solo in termini di prodotto interno lordo.

Le nazioni che continueranno a crescere nel prossimo decennio sono quelle che negli ultimi anni hanno cominciato a diventare sempre più competitive sul mercato mondiale, ma che ancora non hanno incassato i proventi dei loro investimenti a lungo termine. 

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Why the US Navy has chosen CNR

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The US Navy has been funding for many years a collaboration with CNR scientific research in the field of marine industry. On July 23, at the Marine Technology Research Institute (INSEAN) in Rome, the Admiral Matthew L. Klunder of the US Navy delegation has visited the Italian Institute in order to further strengthen this scientific collaboration.

To understand the reasons behind such cooperation, we have talked with Emilio Campana, the INSEAN director.

“CNR is in a very unique situation compared to other institutions in the world that deal with scientific research in the marine field because – and this concept must be highlighted – the collaboration between the Navy and INSEAN just relates to the field of scientific research. Which means studying how to build better ships that go faster, consume less and are able to better cope with the difficulties,” explains Campana.

“In other countries, there are two types of institutions dealing with marine research: on the one hand those that are under the complete control of military forces, as it happens in Spain and France, and on the other hand the commercial institutions, such those operating in Netherlands and Germany. Instead, CNR belongs to a third class: since we are a research institution, we do not obey neither to the dictates of the Italian Navy nor to the will of the market.”

“Most of all,” says Campana, “it is the Italian innovation that interests the American Navy. Using a metaphor, the research market is a bit like the meat market, your research must ‘smell fresh’ to attract customers. If the US Navy funds us, is because CNR is working on the forefront of this field.” The Italian research is an excellence in the field of marine industry and there are two main areas where CNR is providing its contribution.

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La ricerca italiana in Europa: una sfida da vincere

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Ricerca italiana in Europa: come è andata negli scorsi anni? Come prepararci ai prossimi appuntamenti?
Erano queste le due domande sul tavolo del workshop che si è tenuto l’11 febbraio scorso presso la sede del CNR di Roma, sotto l’egida del Gruppo 2003. Un convegno in cui i rappresentanti dei principali istituti di ricerca, di molte università italiane e della politica si sono incontrati per confrontarsi sulla situazione della ricerca italiana in ambito internazionale e mettere sul tavolo le difficoltà e le sfide interne che il nostro paese si ritrova ad affrontare in Europa. Perché anche se siamo un’eccellenza in Europa per quanto riguarda la ricerca – nel FP7siamo risultati essere al quarto posto tra gli EU27 per numero di progetti e per finanziamenti attribuiti, e quinti per numero di progetti coordinati – c’è ancora molto da fare per adeguare le nostre politiche agli standard europei.
Come ha illustrato Maria Grazia Roncarolo presidente del Gruppo 2003, presentando il report diScienceonthenet sulla ricerca scientifica italiana in Europa, la ricerca made in Italy per diventare più competitiva dovrà prefissarsi tre obiettivi: aumentare la competitività internazionale, potenziare l’attrattività per favorire il rientro dei cervelli e non da ultimo ideare percorsi nuovi per giovani capaci e meritevoli.

Sotto la massima “la luce della scienza cerco e ‘l beneficio” che domina la sala congressi del CNR, la questione che si è discussa è stata infatti la seguente: la ricerca italiana è pronta per Horizon 2020? In altri termini, quali sono i passi in avanti che è necessario compiere in vista di questo importante appuntamento e in che modo possiamo raggiungere l’obiettivo? Come rileva Luca Moretti, attaché scientifico della Rappresenza permanente d’Italia presso l’Ue, per abbracciare le indicazioni della Strategia EU2020 la risposta dei vari stati membri dovrà prevedere un’azione coordinata tra le diverse politiche europee coinvolte: ricerca, innovazione, coesione, istruzione.

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Positive results for the EuroChar project

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The Italian National Research Council (CNR) coordinates EuroChar, a European project dedicated to the development of technologies for long-term carbon sequestration and large-scale removal of greenhouse gases (GHG) from the atmosphere. EuroChar investigates carbon sequestration potentials achieved by transforming plant biomass into charcoal (or Biochar) that can be added to agricultural soils. EuroChar is a part of the Seventh Framework Programme, it started in 2011 and it was to end in 2013, but it was extended until June 2014.

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