datajournalism.it sbarca su L’Espresso: nasce il nostro blog Datastorie

Ed eccoci qui! Siamo online con il nostro nuovo blog, «Data stories», sul sito de L’Espresso!!! E il primo post va al più italiano di tutti i temi, il calcio.

Confronti tra investimenti ed esiti, con dati e tabelle, come sempre! Ma d’ora in poi potrete trovarci anche qui, ecco. Stay tuned!

http://datajournalism.blogautore.espresso.repubblica.it/

 

 

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Quali Paesi cresceranno di più in futuro? Una ricerca italiana rivoluziona le previsioni

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Non basta il Pil per capire che evoluzioni avrà l’economia: è necessario anche calcolare la competitività dell’export di una nazione. E uno studio italiano dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr mette in primo piano l’importanza degli investimenti. Anche su settori come l’istruzione

Forse è il caso di cominciare seriamente a ripensare allo scenario economico globale andando oltre i concetti di BRICS e di Tigri Asiatiche, e di smettere di guardare al futuro di un paese solo in termini di prodotto interno lordo.

Le nazioni che continueranno a crescere nel prossimo decennio sono quelle che negli ultimi anni hanno cominciato a diventare sempre più competitive sul mercato mondiale, ma che ancora non hanno incassato i proventi dei loro investimenti a lungo termine. 

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Nascere e crescere chiusi dietro le sbarre In carcere ci sono anche bambini e ragazzi

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Un lungo corridoio, stanze con tre letti e tre culle, una piccola cucina, un giardinetto e qualche disegno colorato alle pareti. Ma nessuna candelina, nessun regalo. Ci sonobambini oggi in Italia, per i quali compiere gli anni non è una festa, così come non lo è per le loro madri, che sanno che cosa capiterà al loro nucleo famigliare allo scoccare del terzo anno di vita del proprio bambino. Sono le donne detenute nei carceri femminili italiani, a cui la legge permette di vivere con i propri figli all’interno della struttura fino al compimento dei tre anni. E non è un modo di dire, poiché il giorno stesso del compleanno il bambino viene prelevato dalla struttura dove vive con la madre e affidato ad altre cure, nella migliore delle ipotesi alla famiglia d’origine.

Secondo i dati ministeriali , nel 2014 le detenute madri in Italia erano 27, e 28 i bambini con meno di tre anni che vivevano all’interno delle carceri per adulti. Non moltissimi, se si pensa che si è arrivati anche a 78 bambini nel 2000 e a 73 nel 2009.

Una vita, quella dei piccoli, modulata sulle dinamiche della detenzione adulta, con le stesse sbarre e gli stessi colori. Eppure una legge che dispone diversamente esiste, ed è la legge 62 dell’aprile 2011 , che introduce due alternative alla detenzione per questi bambini.

La prima di queste opzioni sono gli Icam (Istituti a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre/sei anni) che sebbene siano carceri, a livello edilizio sono comunque più simili a una casa normale, anche se la donna vive la propria quotidianità da detenuta.

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