I numeri dell’Italia fragile

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Il 2015 in Italia ha visto 28 morti, 25 feriti e oltre 3500 tra sfollati e senzatetto per mano di frane e alluvioni, in 88 comuni appartenenti a 19 regioni. Un totale di 106 frane e 33 inondazioni in un solo anno. Ampliando il periodo di indagine, fra il 2010 e il 2014 il numero cresce fino a contare 145 morti, 2 dispersi, 205 feriti e oltre 44 mila sfollati. Se abbracciamo gli ultimi 50 anni poi, si toccano i 2000 morti e ben 430mila persone che hanno perso la propria casa. Lo racconta un recente bollettino curato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpi-Cnr) di Perugia.
L’arrivo di frane e alluvioni non si può prevedere con esattezza, ma certamente il loro impatto dipende dall’utilizzo che facciamo del nostro territorio. Proprio il 14 settembre scorso il Governo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM con i dettagli sul Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico, un fondo da 100 milioni di euro a cui potranno attingere, tramite richiesta, i presidenti delle regioni: 24 milioni per il 2016, 50 milioni per il 2017 e 26 milioni per il 2018. Sono abbastanza? Quello che è certo è che il dissesto idrogeologico ha un costo stimato annuo di 2,5 miliardi di euro, come mostra il recentissimo rapporto dell’ANBI (l’ente che rappresenta i consorzi di bonifica italiani), che il 22 settembre scorso ha presentato il proprio piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico “Manutenzione Italia 2016 – Azioni per l’Italia sicura”. Il piano parla di ben 3581 interventi che sarebbero necessari in Italia, per un totale di oltre 8 miliardi di euro di investimenti.
E il Paese intanto mostra le sue fragilità. Il 10% del nostro territorio nazionale è formato da aree a elevata criticità idrogeologica, come illustra l’ultimo rapporto di ISPRA, con i dati aggiornati al 2015. Il 19% del territorio italiano è a rischio frane e il 23% è a rischio alluvioni. Solo 12 comuni su 100 in Italia sono completamente esenti, mentre per il restante 88% il rischio incombe, o su un fronte o sull’altro. Su 8000 comuni italiani infatti, circa 3900 hanno nel loro territorio criticità sia sul versante frane che alluvioni.

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Dissesto idrogeologico, ecco una fotografia dell’Italia (in costante emergenza)

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A pochi giorni dalla frana in Cadore che ha scosso la comunità bellunese, provocando tre morti, ci risiamo. Questa volta dall’altro capo dello stivale, in Calabria, dove 200 millimetri di pioggia hanno messo in ginocchio interi paesi, in particolare le zone diCorigliano Calabro e Rossano. Aree evacuate, linee ferroviarie bloccate, persone intrappolate, proprio a pochi giorni dalla presentazione a Palazzo Chigi, dei dettagli del piano per la messa in sicurezza delle principali città metropolitane italiane: 1,3 miliardi di euro per opere antialluvione, di cui 600 milioni già stanziati per quelle considerate più a rischio.

Per quanto violente siano queste calamità, non si tratta però di eccezioni e soprattutto non sempre sono le città metropolitane ad essere maggiormente colpite. Ogni anno si rilevano circa 1.000 frane in Italia, e il dissesto idrogeologico è ben distribuito lungo la penisola, tanto che secondo recenti stime dell’Ispra aggiornate a marzo 2015 sarebbero quasi 2 milioni le persone esposte a possibili alluvioni di grave entità, cioè con un tempo di ritorno fra 20 e 50 anni, oltre 5 milioni quelle esposte a un rischio medio alto, con un tempo di ritorno stimato cioè fra i 100 e i 200 anni, e oltre 8 milioni e mezzo di italiani sarebbero esposti a un rischio medio basso.

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