Depressione: ne soffre il 12% degli italiani, e uno su 3 prende psicofarmaci

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Il fatto che prendiamo tanti farmaci, spesso anche quando non serve è testimoniato dai numeri degli antibiotici prescritti ogni anno agli italiani: secondo l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA), sarebbe superfluo addirittura un antibiotico su 3, specie nelle regioni del Sud. Un fenomeno che fa sì che sempre con maggiore facilità un batterio diventi resistente a un certo farmaco che dovrebbe invece combatterlo. Dati importanti questi, alla vigilia della settimana mondiale per la consapevolezza sull’antibiotico-resistenza.

Oltre agli antibiotici però, c’è un altra classe di farmaci che gli italiani consumano molto e che vale la pena nominare, anche se evidentemente è un fenomeno che non riguarda l’antibiotico-resistenza: gli psicofarmaci. Una media di 37 DDD/1000 die, cioè 37 dosi per 1000 abitanti ogni giorno. Secondo AIFA la prevalenza di depressione in Italia è dell’12% (17,9% nelle donne e 7,9% negli uomini). Fra questi, il 28% degli uomini e il 35% delle donne viene trattato a livello farmacologico. Percentuali che tradotte significano che 6 di queste 17 donne su 100 che soffrono di depressione, assume psicofarmaci. Per gli uomini si parla di 2,2 su 100. Ma questa volta è il nord a mostrare i maggiori consumi.

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Fuzzy logic ed ecologia

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All’interno dei modelli matematici per l’ecologia vi è spesso il problema di riuscire a quantificare le espressioni che descrivono gli ecosistemi e di tradurli con
un linguaggio informatico attraverso un sistema formale che ne preservi il più
possibile le sfumature. L’incertezza infatti è insita nella scienza. Vi è l’incertezza
dell’errore e quella del modello o della misura. Vi sono sistemi in cui si osserva
un’alta incertezza di stato, come i sistemi di gestione degli impianti, e sistemi invece
ad alta incertezza funzionale, come tutto ciò che ha a che vedere con la meteorologia
e l’oceanografia. Negli anni per entrambe queste tipologie di incertezza,
gestionale e funzionale, sono state studiate tecniche in grado di trattare le
sfumature, quantificarle con precisione, e uno di questi metodi, non certo l’unico,
è la logica fuzzy.
Come è noto, i nostri computer funzionano sostanzialmente attraverso un sistema
binario, tutto ruota cioè intorno a due valori di verità possibili: il vero e il
falso, il sì e il no, lo 0 e l’1. Un po’ come un interruttore che può essere acceso o
spento. Se consideriamo una qualsiasi frase che pronunciamo, i sistemi logici
classici ci diranno due cose: primo, che quel proferimento può essere o vero o
falso; infine, che quando è vero è vero al 100%, quando è falso lo è al 100%.

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