LIBRI – Al tempo dei primi uomini
Fuzzy logic ed ecologia
Reblogged from MICRON
All’interno dei modelli matematici per l’ecologia vi è spesso il problema di riuscire a quantificare le espressioni che descrivono gli ecosistemi e di tradurli con
un linguaggio informatico attraverso un sistema formale che ne preservi il più
possibile le sfumature. L’incertezza infatti è insita nella scienza. Vi è l’incertezza
dell’errore e quella del modello o della misura. Vi sono sistemi in cui si osserva
un’alta incertezza di stato, come i sistemi di gestione degli impianti, e sistemi invece
ad alta incertezza funzionale, come tutto ciò che ha a che vedere con la meteorologia
e l’oceanografia. Negli anni per entrambe queste tipologie di incertezza,
gestionale e funzionale, sono state studiate tecniche in grado di trattare le
sfumature, quantificarle con precisione, e uno di questi metodi, non certo l’unico,
è la logica fuzzy.
Come è noto, i nostri computer funzionano sostanzialmente attraverso un sistema
binario, tutto ruota cioè intorno a due valori di verità possibili: il vero e il
falso, il sì e il no, lo 0 e l’1. Un po’ come un interruttore che può essere acceso o
spento. Se consideriamo una qualsiasi frase che pronunciamo, i sistemi logici
classici ci diranno due cose: primo, che quel proferimento può essere o vero o
falso; infine, che quando è vero è vero al 100%, quando è falso lo è al 100%.
Troppi antibiotici, e spesso non servono
Reblogged from datajournalism.it
L’antibiotico resistenza, cioè il fenomeno secondo cui un batterio può diventare resistente a un certo farmaco che dovrebbe invece combatterlo, è un fatto oramai divenuto allarmante. Solo in Europa l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l’antibiotico-resistenza causi ogni anno circa 25 mila morti e che costi oltre 1,5 miliardi di dollari, tradotto in spese per l’assistenza sanitaria e perdita della produttività.
Secondo quanto riporta un report pubblicato quest’estate da AIFA, dal titolo “L’uso dei farmaci in Italia, 2014”, noi italiani nel 2012 avremmo consumato 27,6 DDD (sigla che sta per Defined Daily Dose, cioè dose giornaliera prestabilita) di antibiotici per 1000 abitanti ogni giorno. La media europea è 21,5 DDD/1000 die, e dall’80% al 90% di queste prescrizioni avviene nell’ambito della medicina generale, cioè quando ci rechiamo dal nostro medico di base. Il punto è che una prescrizione su 3 è superflua. Secondo il report di AIFA infatti, il 41% delle prescrizioni per la cura di malattie respiratorie sarebbe superfluo, così come il 31,6% dei trattamenti per tonsilliti e faringiti, il 35,8% di quelli per la bronchite e ben il 42,3% delle prescrizioni per curare le forme meno gravi di cistite. Un consumo eccessivo di antibiotici che si riscontra soprattutto al sud e nelle donne.