Risvegliare i batteri addormentati

Reblogged from Scienza in Rete

Sara Sattin, trentacinquenne, lavora presso il dipartimento di Chimica dell’Università Statale di Milano, e si è aggiudicata uno Starting Grant di 1 milione e mezzo di euro per i prossimi cinque anni per il suo ERACHRON (Eradicating Chronic Infections), un progetto per studiare un approccio innovativo per combattere la resistenza agli antibiotici dei batteri persistenti, un fenotipo batterico che gioca un ruolo determinante in molte infezioni croniche. “L’idea di questo progetto di ricerca mi è sorta un paio d’anni fa, studiando un fenomeno noto: alcuni batteri riescono a entrare in uno stato di dormienza attraverso un processo chiamato ‘stringent response’, diventando temporaneamente insensibili alle terapie antibiotiche.

Perché accade questo?
Questo meccanismo di sopravvivenza è innescato da eventi stressanti, come lo stesso trattamento antibiotico, che quindi inducono la formazione di un serbatoio di batteri quiescenti in grado di ricominciare a proliferare una volta interrotta la somministrazione del farmaco. Potremmo pensare al comportamento di questi batteri come quello di una formica che fa la riserva di cibo per sopravvivere nella stagione invernale, che in questo caso è rappresentata dalla durata della terapia antibiotica. Finita la terapia – dal momento che non si tratta di una mutazione di origine genetica, ma fenotipica – il batterio torna allo stadio di non resistenza.

Read More

Trovate cellule staminali non ematopoietiche nel sangue

Reblogged from Oggiscienza

RICERCA – È cosa ben nota da anni che all’interno del sangue, dopo stimolazione farmacologica del midollo, circolino anche cellule staminali ematopoietiche, quelle che danno origine a tutte le cellule del sangue. Per la prima volta invece è stato dimostrato che nel sangue dei donatori sani, oltre a globuli rossi, bianchi e piastrine ed ematopoietiche, circolano anche cellule staminali non ematopoietiche, che si possono isolare e replicarle.
Lo ha dimostrato uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Padova, in collaborazione con la Fondazione T.E.S Onlus e con il Centro trasfusionale di Belluno, pubblicato sul Journal of Cellular and Molecular Medicine.

L’ambito di ricerca è quello della medicina rigenerativa, la possibilità cioè di ricostruire dei tessuti danneggiati, rigenerandoli – appunto – a partire dalle cellule staminali, che sono quelle che poi differenziandosi possono dare origine alle diverse cellule del corpo umano. Insomma, rigenerare i tessuti stessi a partire dalle cellule, senza dover ricorrere a un trapianto. “Quello che si fa normalmente è prelevare il tessuto di un paziente, isolarne le cellule, trovare le staminali, ripopolarle e impiantarle – spiega a Oggi scienza Pier Paolo Parnigotto, già Direttore del Dipartimento di scienze del Farmaco dell’Università di Padova. Per fare questo però è necessaria una biopsia, che è un procedimento molto più invasivo e complesso rispetto a un semplice prelievo di sangue.

Read More

Listeriosi: in Europa aumentano i casi fra anziani e donne

Reblogged from Rivista Micron

In questi giorni l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha pubblicato i risultati di una consultazione pubblica sulla prevalenza dei casi di listeriosi – zoonosi dovuta alla contaminazione da Listeriamonocytogenes – nel periodo 2008-2015. I casi in Europa sono aumentati all’interno di due gruppi di popolazione: anziani con più di 75 anni e donne fra i 25 e i 44 anni. I motivi? Certamente un ruolo cruciale lo gioca il fatto di non seguire le corrette misure igieniche nella preparazione dei cibi, per esempio refrigerare gli alimenti a temperature inferiori ai 5 °C. EFSA stima che un terzo dei casi di listeriosi siano dovuti proprio alla crescita di Listeria monocytogenesnegli alimenti preparati e conservati a casa in frigorifero.
La maggior parte delle persone viene infettata tramite il consumo di cibi pronti come pesce affumicato e stagionato, carne sottoposta a trattamento termico e formaggi molli e semi-molli. Ma una minaccia viene anche le insalate pronte, che possono causare infezioni.

Read More

Medici italiani, quanti sono oggi e quanti saranno fra 10 anni

Reblogged from Il Sole 24 Ore

Nei giorni scorsi un comunicato di FIMMG (Federazione medici di medicina generale) e ANAAO (sindacato dei medici dirigenti) denunciava una situazione che si prevede drammatica: tra 5 anni – si legge – a causa dei pensionamenti previsti e del mancato bilanciamento di nuove assunzioni, si stima che mancheranno all’appello 45 mila medici, tra specialisti e medici di famiglia. Una forbice che si prevede si allargherà ancora di più fra 10 anni: nel 2028, infatti, dovrebbero andare in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676 unità.

Ma quanti sono oggi i medici italiani? E come si colloca l’Italia rispetto al resto d’Europa? Le risposte si trovano all’interno dati Eurostat aggiornati al 2015, e per l’Italia addirittura al 2016, anche se per il 2016 si tratta di numeri provvisori.

Considerando i medici di medicina generale (quelli che per convenzione internazionale si definiscono Generalist Medical Practicioners), nel 2015 in Italia se ne conterebbero 53.610, cioè 88,3 per 100 mila abitanti. Il dato provvisorio per il 2016 parla di una leggera crescita: 54.831 unità, dopo anni di relativa stabilità. A questi si aggiungono 185.650 specialisti (dato 2016), cioè 295,55 specialisti per 100 mila abitanti. I pediatri invece sono 17.722, cioè 28,34 per 100 mila persone.

Read More