Immunoterapia per le malattie autoimmuni. A che punto siamo?

L’approccio immunoterapico non riguarda solo i tumori. Alcune malattie autoimmuni come il diabete, l’encefalite autoimmune – che rappresenta l’equivalente murino della sclerosi multiplaumana – e alcune malattie autoimmuni cutanee sono ottime candidate per questo tipo di trattamento. Sebbene al momento non ci siano ancora studi in corso sugli esseri umani, i risultati di diversi trial condotti su modelli animali rendono gli scienziati ottimisti per i prossimi anni.

In aprile la prestigiosa rivista Nature ha pubblicato un editoriale che titolava in maniera chiara “Le malattie autoimmuni beneficeranno di terapie basate sui successi delle immunoterapie tumorali”. A che punto siamo? Ne abbiamo parlato con Vincenzo Russo, Responsabile dell’Unità di Immuno-Bioterapia del Melanoma e dei Tumori Solidi dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Anzitutto Professore, che cos’è l’immunoterapia?

L’immunoterapia è un approccio nato per la prevenzione e il trattamento di malattie infettive ed attualmente impiegato con successo in oncologia. L’immunoterapia in oncologia consta di due approcci. Il primo si basa sui cosiddetti Inibitori dei Checkpoints. I checkpoints si trovano sulla superficie di alcune cellule del nostro sistema immunitario, i linfociti T, e inibiscono la risposta immunitaria quando si legano a specifici recettori espressi dalle cellule tumorali.

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Considerazione su mance e riders: ecco quanto guadagnano i top influencer

Si è parlato molto i giorni scorsi della notizia dei riders di Deliveroo che hanno reso nota la lista delle celebrità che non lasciano mai la mancia. Si è finiti però per focalizzarsi sul dito e forse non abbastanza sulla luna. Fedez, il noto rapper, ha sicuramente ragione quando sottolinea che non è la mancia a rendere più equo il compenso di un lavoratore sottopagato. La domanda di fondo è la medesima che alcuni hanno sollevato in questi giorni a proposito della ricostruzione di Notre Dame: dobbiamo rendere grazie ai grandi mecenati per le nutrite donazioni o invece pretendere una più equa tassazione?

Il vero tema è la distribuzione della ricchezza, e i meccanismi che ne (auto)alimentano la polarizzazione. Una tendenza che va in direzione ostinata e contraria rispetto agli obiettivi di sostenibilità  che ci siamo posti (non tutti, certo) da qui al 2030.

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WEBINAR GRATUITO – I 10 errori della comunicazione sanitaria online

I 10 errori della comunicazione sanitaria online

Sapresti elencarne qualcuno qui sotto?

📅Martedì 14 maggio alle ore 15
potremo parlarne insieme per un’ora, all’interno di un WEBINAR GRATUITO supplementare di HeathComProgram

(È anche una buona occasione per farci qualche domanda in più sul corso)

Prenota il tuo posto scrivendoci una email: info@healthcomprogram.it
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Vi aspettiamo!

[foto: R. Magritte – La mela dell’ascolto]

mela

Auto elettrica: quante colonnine ci sono in Italia? Basteranno?

Scegliere di passare all’elettrico o di muoversi in bicicletta dipende fondamentalmente dalle infrastrutture presenti sul territorio: colonnine per la ricarica dei mezzi o piste ciclabili. Il rapporto di Legambiente uscito settimana scorsa analizza anche la presenza delle colonnine per la ricarica dell’auto elettrica dei 104 capoluoghi italiani, contando un totale di 2.368 prese nel 2018 in colonnine con più di 11 kW di potenza e 1885 prese in colonnine con meno di 11 kW. Riguardo a questi ultimi, le uniche regioni che ne possiedono più di 100  su tutto il territorio sono Toscana (645), Lombardia (376), Lazio (186), Emilia Romagna (158), e Trentino-Alto Adige (136).

Questi dati sono tratti dal rapporto Le città elettriche, il primo dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica).

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