Salute mentale: i giovani stanno peggio dei loro nonni. Colpa della rete?

In questi giorni sono usciti i risultati di un ampio sondaggio internazionale, che ha misurato per la prima volta due fenomeni che in tanti hanno intuito negli ultimi vent’anni, ma che finora non era stato possibile quantificare ad ampio spettro: primo, che stare troppo online “rovina” le interazioni sociali con le persone reali della propria cerchia; secondo, che la ricchezza non fa la felicità. In sintesi, la domanda che dovremmo iniziare a porci seriamente è se forse questa corsa alla connessione costante per la produttività 24/7 con premi in cambio del nostro tempo di vita, è la strada più sensata da percorrere.

“E grazie tante, che non lo sappiamo” viene da dire. In realtà, se da un lato fa parte della nostra quotidianità osservare che spesso sprechiamo troppo tempo online o ci lasciamo rovinare la giornata da interazioni nervose e aggressive con sconosciuti su temi neanche così rilevanti, oppure che di fronte all’ineluttabilità delle cose solo la verità delle relazioni umane ci può forse salvare; misurare l’impatto tutto questo è un altro paio di maniche.

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