A proposito di Covid-19 e disuguglianza: +40% di assistiti dal Banco Alimentare

La pandemia sociale è anche povertà alimentare. Dall’inizio dell’epidemia al 30 giugno 2020 la Fondazione Banco Alimentare ha raccolto il 18% di cibo in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Un totale di 41.892 tonnellate di alimenti, contro le 35.557 tonnellate dei primi sei mesi dell’anno scorso. Da metà marzo progressivamente sono aumentate le richieste di prodotti da parte delle strutture accreditate (+320 strutture nel periodo marzo-giugno 2020 su un totale di 7.994), che registravano un progressivo aumento della domanda pari al 40% con picchi del 70% nelle regioni del sud.

Dall’inizio della pandemia al 24 giugno 2020 il Banco Alimentare ha assistito 2,1 milioni di persone, contro gli 1,5 milioni prima del COVID-19. Un incremento di quasi il 40% del numero di assistiti. Durante l’emergenza sono stati aiutati 226 fra COC e Comuni italiani. Per quanto riguarda i trasporti organizzati dalla Fondazione sia per ritirare prodotti dall’Industria che per trasferire prodotti tra i Banchi al 25 luglio sono 490 trasporti. Tanti quanti quelli di tutto il 2019.

Questi dati non sono stati ancora pubblicati online, ma alla nostra richiesta il Banco Alimentare li ha cortesemente condivisi con Infodata.

Il 34% sono nuovi poveri

Fondamentale è stata la collaborazione fra Banco Alimentare e Caritas. Monica Tola di Caritas Italiana in un video diffuso il 10 giugno parla di un incremento medio di persone che si sono rivolte ai servizi del 100% con punte del 150% al sud. La seconda rilevazione nazionale condotta dal 3 al 23 giugno da Caritas su 169 Caritas diocesane (il 77,5% del totale) mostra che quasi tutte segnalano un aumento dei problemi legati alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito. Su 450 mila persone che si sono rivolte a centri Caritas da marzo a maggio 2020, il 34% sono “nuovi poveri” cioè persone che per la prima volta chiedevano questo tipo di supporto. 92.000 famiglie in difficoltà hanno avuto accesso a fondi diocesani. Il 77% delle famiglie già fragili ha visto cambiare la propria disponibilità economica e il 63,9% ha ridotto l’acquisto di beni alimentari.

“A Roma, al netto delle numerose donazioni, la stima della spesa straordinaria necessaria a coprire l’incremento delle richieste di aiuto alimentare è di 50 mila euro per gli empori e 30 mila euro per i pasti nelle mense” scrive sempre Tola. “A Potenza le richieste di aiuto segnano un + 90%, con punte di incremento del 150% in alcuni centri della diocesi. Nella diocesi di Milano 16.500 famiglie chiedono aiuti alimentari alla Caritas, 5 mila in città, e sono raddoppiate rispetto al periodo precedente alla pandemia.”

Continua su Il Sole 24 Ore

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