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Reblogged from Rivista Micron

Le evidenze scientifiche lo dicono da anni: la salute della popolazione passa anche dal lavoro, inteso sia come reddito, che determina i comportamenti e lo stile di vita più o meno sano, che come salute sul luogo di lavoro, che comprende per esempio l’esposizione a sostanze inquinanti, a stress, a carichi di lavoro logoranti e via dicendo.
All’interno di questa ragnatela il fattore produttività gioca un ruolo primario, dal momento che in moltissimi casi a esso sono legati i volumi di reddito dei lavoratori: se produci quanto prefissato allora puoi continuare a farlo, se non ci riesci il tuo posto può essere facilmente ceduto a qualcun’altro. È il caso questo per esempio dei lavoratori di call center – ma non è certo questo l’unico settore che esaspera questo sistema – dove la produttività si basa sulla vulnerabilità dei lavoratori, finendo per accrescerla.
Quello che evidenzia un recente working paper pubblicato dal National Bureau of Economic Research statunitense è che l’inquinamento agisce anche sulla produttività delle persone, aumentandone appunto la vulnerabilità. La ricerca in questione ha coinvolto due call center in Cina, uno a Shanghai e l’altro a Nantong, incrociando i dati sulle concentrazioni di inquinanti e quelli sulla produttività dei lavoratori, evidenziando come livelli più elevati di inquinamento atmosferico sembrino associati a una diminuzione della produttività in termini di riduzione del numero di chiamate che i lavoratori completano ogni giorno, in relazione all’aumento del numero di pause effettuate.

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