OggiScienza

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RICERCA – Non è raro che la cronaca si occupi dei casi di morti improvvise di giovani atleti al culmine della loro carriera, apparentemente inspiegabili e dovute a gravi episodi di insufficienza cardiaca. Giovani che fino a quel momento avevano sempre goduto di ottima salute, e molto seguiti a livello medico. Si tratta nella maggior parte dei casi della cardiomiopatia aritmogena, malattia che rappresenta quasi il 20% delle morti in giovani atleti nel mondo, con un’incidenza di circa 1 su 10 000 negli Stati Uniti, ma con una particolare densità di casi nel Nord-Est della nostra penisola: circa 1 su 2000.

Di questa malattia e della sua origine si sa poco, ma un importante passo in avanti viene dal Centro Cardiologico Monzino di Milano. Secondo uno studio pubblicato su European Heart Journal, le cellule responsabili dell’accumulo di grasso nel ventricolo destro, che porta alla disfunzione cardiaca, in realtà…

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