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I giovani italiani hanno in media un titolo di studio più elevato rispetto alla media dei paesi OCSE, ma i laureati italiani, che pur sono pochi, mostrano tassi di occupazione minori. Siamo infatti l’unico paese insieme alla Repubblica Ceca dove la disoccupazione oggi colpisce più i laureati rispetto a chi ha un titolo di studio più basso.
A dirlo è l’OCSE, all’interno dell’ultimo rapporto annuale “Education at a Glance 2015”. Nel marasma della querelle “il Ministro Poletti ha ragione”- “il Ministro Poletti ha torto” dei giorni scorsi, uno sguardo dall’esterno arriva come una pioggia necessaria, e ghiacciata.

Nel 2012 in Italia, fra i neolaureati (OCSE intende con questo termine chi non ha proseguito oltre con gli studi), i laureati di primo livello sono in proporzione pochi. Nel 2014 il 9% dei giovani dai 25 ai 34 anni è in possesso di una laurea di primo livello, contro una media europea del 21%. Al contrario i laureati di secondo livello sono leggermente di più rispetto alla media OCSE: il 15% dei 25-34 enni contro una media OCSE del 14%. Questo nonostante solo il 24% dei giovani italiani dai 25 ai 34 anni sia laureato, contro una media europea del 41%. Un dato che ci viene ripetuto dall’OCSE oramai da diversi anni e che non fa certo notizia. Grafico

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