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Reblogged from WIRED ITALIA

Sarebbe bello un paese dove chiunque voglia fare l’insegnante riesce a farlo, e soprattutto vicino a casa, ma nella pratica questo non pare possibile. Le cattedre disponibili – è cosa nota – sono di meno rispetto agli insegnanti che attendono nelle liste dei precari, e soprattutto i posti non si distribuiscono in maniera omogenea fra Nord e Sud: al Sud i posti disponibili per varie ragioni sono molti di meno. Lo mostrano gli elenchi pubblicati qualche giorno fa dal MIUR che hanno precisato il numero di posti disponibili per l’entrata in ruolo di circa 16 mila precari, con relativa destinazione.

Una notizia accolta assai freddamente da molti sindacati, ma soprattutto dai riceventi, dato che molti di essi si sono visti collocare in istituti molto lontani da casa. Se c’è chi dice che questo tipo di mobilità forzata non è altro che una “lotteria” che gioca con la vita delle persone, dall’altra il Premier Renzipuntualizza che si tratta di una mobilità fisiologica.

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