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Reblogged from WIRED ITALIA

Dopodomani Susanna Camusso vuole portare in Piazza San Giovanni contro il Jobs Act un milione di lavoratori.

Una bella prova di forza, di cui i sindacati, Cgil in testa, hanno un gran bisogno. Sì perché, a conti fatti e al di là della battute del premier, se Dio e Marx sono morti, nemmeno il sindacato non si sente troppo bene.

In questi giorni da più parti viene sollevata la questione dell’obsolescenza dell’istituzione sindacale, una forma di tutela su cui gli italiani parrebbero riporre sempre meno fiducia. C’è chi afferma, basandosi su dati evidentemente non ancora definitivi relativi al 2014, che gli italiani si sentirebbero sempre più lontani dai sindacati, altri che i tesseramenti sarebbero drasticamente crollati negli ultimi anni. E il recente incontro del 7 ottobre scorsofra il Premier Renzi e i vertici di CGIL, CISL, UIL e UGL non pare aver chiarito molto la situazione. E la domanda rimane: quanta Italia è rappresentata davvero dai sindacati? E soprattutto, ha senso porsi la domanda sulla legittimità dell’istituzione sindacale dal punto di vista del numero degli iscritti? La risposta da più parti, specie tra chi nei sindacati ci lavora, è dubbia.

Tuttavia, se vogliamo attenerci ai numeri ufficiali resi noti dai Big Threecioè CGIL, CISL e UIL, in realtà in certi casi i numeri rivelano addirittura una crescita rispetto al 2012. 5.686.210 italiani iscritti alla CGIL, 4.372.280 alla CISL e 2.216.443 alla UILnell’ultimo anno di sui abbiamo i dati completi, il 2013. In altre parole l’equivalente di tutti gli abitanti del nord-est, Emilia-Romagna compresa.

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