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Un vecchio antitumorale ha dato buoni risultati in fase sperimentale per la cura della Ccm, ma ora improvvisamente tutto si è fermato, perché il farmaco non è più in commercio

C’è una malattia, che colpisce centinaia di migliaia di persone nel mondo. C’è un farmaco, che in fase preclinica si è rivelato potenzialmente positivo per la cura di questa malattia. E c’è un gruppo di ricercatori che non vedono l’ora di proseguire le loro ricerche. Quello che manca però è proprio lui, Exisulind, che da qualche tempo non viene più prodotto da alcuna casa farmaceutica.

La malattia in questione è la malformazione cavernosa celebrale(Ccm) che colpisce una persona ogni duecento, e che si manifesta come lesioni vascolari nel cervello, caratterizzate da agglomerati di capillari sanguigni molto ingrossati simili a grossi lamponi, che possono arrivare a esercitare forti pressioni che potrebbero portare a patologie gravi come attacchi epilettici, emorragie cerebrali o ictus. Per le persone affette da questa malattia la strada che normalmente si segue è la chirurgia, ma non tutti i pazienti possono sottoporsi a questo tipo di interventi di neurochirurgia e per questo la medicina ha cercato negli anni delle vie alternative.

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