La geografia delle risorse energetiche

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Negli ultimi 40 anni abbiamo fagocitato energia come mai l’umanità aveva osato fare nel corso della sua storia. Ne abbiamo prodotta e consumata più del doppio, generando quasi quattro volte l’energia elettrica del 1973 e producendo letteralmente il doppio delle emissioni di CO2. Lo raccontano i dati raccolti dall’International Energy Agency (IEA) nel dossier intitolato Key World Energy Statistics 2014.

Secondo IEA, dal 1973 a oggi il fabbisogno di energia globale è passato da 6106 Mtoe (Million Tonnes of Oil Equivalent, milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) a 13371 Mtoe, mentre i consumi finali rispettivamente da 4672 Mtoe a 8979 Mtoe. Sono raddoppiate le produzioni di greggio, di carbone, di energia idroelettrica e di gas naturale, mentre l’energia nucleare è addirittura dieci volte quella del 1973. Inoltre l’energia elettrica prodotta è passata dai 6129 Twh di 40 anni fa ai 22668 Twh del 2012.

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2035: verso quale energia? Meno petrolio più rinnovabili

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La storia ci ha dimostrato a più riprese quanto si riveli spesso erroneo basare le proprie scelte su previsioni numeriche, per quanto complesse, soprattutto se i protagonisti coinvolti giocano su scala mondiale e se la questione di cui si parla poggia le fondamenta su dinamiche dalla portata incommensurabile, come gli interessi economici, la finanza, la geopolitica.

Quello degli investimenti futuri legati alla domanda e alla produzione di energia è uno dei casi principe di questa difficoltà, e al contempo uno degli ambiti dove viene dipinto il maggior numero di scenari possibili, più o meno catastrofici. Per cercare di far convergere le statistiche elaborate fino a oggi, di recente l’International Energy Agency (IEA) all’interno del World Energy Outlook ha pubblicato un nuovo report speciale che cerca di tirare le fila su ciò che paiono raccontare i vari scenari che si prospettano per il nostro pianeta da qui al 2035.
A livello metodologico il dossier si caratterizza per lo sforzo di sintetizzare due scenari, considerati come i più significativi a cui fare riferimento: il New Policies Scenario e lo scenario 450: il primo, usato solitamente dall’IEA come riferimento, tiene conto degli impegni di massima delle politiche e dei piani nazionali che sono stati annunciati dai vari paesi, rispetto alla riduzione delle emissioni di gas serra, il secondo invece è uno scenario presentato nel World Energy Outlook che definisce un percorso energetico coerente con l’obiettivo di limitare l’aumento globale della temperatura a 2°C, limitando la concentrazione di gas serra in atmosfera di circa 450 parti per milione di CO2.

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