5W1H della caccia in Italia

easelly_visual(1)Come ogni anno a settembre con la riapertura delle scuole riparte anche la stagione venatoria nel nostro paese. E come ogni anno già dopo pochi giorni rimbalzano alle cronache i primi casi di incidenti più o meno gravi, l’ultimo dei quali segnalato a Casalgrande (Reggio Emilia) dove un uomo, camminando lungo una pista ciclabile, è stato incidentalmente colpito al collo e alla mano da alcuni pallini sparati a breve distanza, che gli hanno provocato diverse abrasioni e una prognosi di 5 giorni. Tuttavia, sebbene sui nostri giornali si leggano spesso parecchi articoli di cronaca nera legata alla caccia, non è sempre facile rendersi conto di quali siano le reali dimensioni del fenomeno in questione.

Nel mio ultimo articolo uscito su datajournalism.it ho provato a ricostruire un po’ lo scenario, a partire – chiaramente – dai dati, trovati in rete o richiesti alle associazioni che si occupano di questo tema.

Quali sono dunque le famose 5W1H: WHO, WHAT, WHEN, WHERE, WHY & HOW della caccia in Italia? Scopritelo qui e nell’infografica qui sopra.

#acquathon: il mio primo Hackathon day

800px-Open_Data_stickersTorno ora da Perugia, dopo aver vissuto appieno questo mio primo festival del giornalismo. Eccezionale, non mi vengono altre parole, anche perchè a caldo non ci riesco mai, devo far depositare pensieri e idee.

Una cosa invece non voglio che depositi: il mio primo hackathon day. Onestamente non trovo una definizione precisa ed esaustiva per definire un hackathon, direi solo che è stata una giornata in cui alcuni appassionati di giornalismo, ingegneri, informatici (e pure filosofi!) si sono incontrati a lavorare alacremente per raccogliere e sistematizzare dati provenienti da vari database, in modo da riuscire a mappare la situazione italiana intorno ad una data questione. Un po’ articolata come definizione ma sì, può andare. Il mio gruppo aveva ed ha ancora – visto che il lavoro è solo all’inizio – l’obiettivo di costruire una mappa che risponda alla seguente domanda: qual è la situazione degli acquedotti nei capoluoghi di provincia italiani? Altrimenti detto: quali sono i risultati delle analisi chimico-fisiche della acqua che beviamo? Chi fa queste analisi? E ovviamente, da buoni giornalisti: ci sono delle sostanze che hanno delle concentrazioni oltre i limiti di legge?

Nel dettaglio, siccome in Italia c’è l’obbligo di rendere pubblici questi dati, si è trattato di andare a cercare online i database più affidabili relativi ad ogni capoluogo di provincia, selezionare i parametri chimici che ci sono sembrati (o per lo meno sono sembrati ai nostri due biologi di fiducia) più significativi, e cominciare poi a creare una nostra tabella, in base alla quale poi poter costruire una mappa da visualizzare. Abbiamo scoperto che i parametri chimici delle analisi dell’acqua sono molti, troppi, e per questa ragione siamo partiti scegliendone uno in particolare: la concentrazione dei nitrati.

Nove ore di lavoro “matto e disperatissimo” dopo le quali sono emersi dei risultati interessanti, come potete vedere dalla MAPPA (seppur provvisoria, visto che il lavoro non è ancora completo) che ne è emersa e che è consultabile, insieme agli altri progetti sul sito dataninja.it.

Devo dire che sono davvero entusiasta di questo primo lavoro, sia perchè mi ha permesso di entrare in contatto con persone interessanti, come alcuni membri del gruppo Spaghetti Opendata, sia perchè mi ha fatto gettare uno sguardo su questo universo del data journalism che da qualche tempo ha cominciato ad appassionarmi. Ci siamo ripromessi di non lasciare il lavoro incompleto, perchè ne vale proprio la pena…perciò: stay tuned, che #acquathon ritornerà con una prossima puntata even more enjoyable!

Credits: Wikipedia Commons, Open Data Stickers by Jonathan Gray