DNA da RNA, ma i vaccini non c’entrano

Una recente conferma che, in particolari circostanze, le cellule eucariote possono riconvertire le proprie sequenze di RNA in DNA ha suscitato il timore che il processo potesse riguardare anche i nuovi vaccini a RNA ma non è così. La scoperta è invece importante per i riflessi che può avere nella ricerca contro il cancro.

Di recente è stata pubblicata su “Science Advances” una ricerca sui processi di trascrizione da RNA a DNA, presentata come una scoperta che potrebbe “riscrivere i manuali di biologia”. Qualcuno ha sintetizzato affermando che “vacilla il dogma della biologia”. Al netto del fatto che la scienza non procede per dogmi, appena i primi articoli giornalistici sono stati pubblicati, diverse persone hanno iniziato a chiedere se stiamo parlando degli stessi processi …

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Troppo pochi consultori

Contiamo un consultorio ogni 35.000 abitanti mentre dovrebbe essercene uno ogni 20.000 abitanti, come previsto dalla legge n. 34/96: uno ogni 10mila abitanti nelle zone rurali e uno 25.000 nelle zone urbane.

In Italia abbiamo troppo pochi consultori familiari rispetto ai bisogni della popolazione, anche se la richiesta da parte degli utenti sarebbe alta. E purtroppo al crescere del numero di residenti che devono contendersi un consultorio, la percentuale di persone che utilizzano il servizio finisce per diminuire. 
Contiamo un consultorio ogni 35.000 abitanti mentre dovrebbe essercene uno ogni 20.000 abitanti, come previsto dalla legge n. 34/96: uno ogni 10mila abitanti nelle zone rurali e uno 25.000 nelle zone urbane. È quello che emerge dalla prima fotografia realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità in quarant’anni di vita dei consultori italiani, che descrive la situazione del periodo pre-pandemico, il 2018-19. 

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Perché i vaccini ad adenovirus (AZ e JJ) sono diversi dagli altri?

Alla luce degli ultimi eventi avversi avvenuti in donne giovani a poca distanza dalla somministrazione del vaccino di AstraZeneca, negli ultimi giorni il Comitato Tecnico Scientifico ha deciso di proporre il vaccino solo alle persone con più di 60 anni. Raccomandazione che già c’era, ma che non essendo un divieto, aveva fatto sì che alcune regioni avessero continuato a somministrare il vaccino anche ai più giovani.

Ma che cosa differenzia questi vaccini ad Adenovirus da tutti gli altri approvati in Italia negli ultimi cento anni? Infodata ha voluto fare chiarezza, chiedendo a Massimo Clementi, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia dell’ Università Vita-Salute San Raffaele.

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Secondo voi quante persone sono morte di AIDS in Italia nel 2019?

Ogni anno in Italia muoiono di Aids oltre 500 persone, una cifra rimasta stabile negli ultimi anni, una media di 5 persone per provincia. Nel 2019 sono morte di Aids 571 persone e abbiamo avuto 0,9 nuovi casi per 100.000 residenti. 
Nel 70% si trattava di persone che non sapevano nemmeno di essere sieropositive. Dal 1982 a oggi sono stati segnalati 71.204 casi di Aids, di cui 45.861 morti prima del 2017. 
Sono passati esattamente 40 anni dalle prime diagnosi di Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita), provocata dal virus dell’Hiv, che attacca il sistema immunitario.

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