L’impatto di Covid-19 sul lavoro delle donne in cinque punti

Le categorie più colpite dall’emergenza sanitaria sono state quelle che già erano lavorativamente più svantaggiate: le donne, i giovani e gli stranieri. Le donne che hanno perso il lavoro nel 2020 sono il doppio rispetto ai colleghi uomini. Questo da un lato perché occupano più spesso posizioni lavorative meno tutelate, ma dall’altro perché sono impiegati nei settori che sono stati più colpiti della crisi. Quest’ultimo è un aspetto su cui dovremo riflettere.

Iniziamo ad avere i primi dati solidi sull’impatto della pandemia sul mercato del lavoro, o meglio sulle categorie più fragili, quindi della crisi in termini di disuguaglianze. Molto è stato detto, diversi numeri provvisori sono stati diffusi negli scorsi mesi, che provavano a fare sintesi, ma la sintesi ha bisogno di analisi, prima. E di dati “granulari” come si dice, cioè dettagliati. Parlare di “impatto di COVID-19 sul mercato del lavoro” in termini generali di “lavoratori” non permette di capire la cosa fondamentale: chi è rimasto davvero indietro.

Il rapporto appena pubblicato da Istat in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Inps, Inail e Anpal dal titolo Il mercato del lavoro 2020. Una lettura integrata, cerca di andare in questa direzione.

Dal documento emergono 5 elementi che riguardano l’occupazione femminile.

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#8 Chiacchiera con Alice Mammola su Canzone popolare femminile, partigiana, anarchica

Le canzoni delle mondine, Caterina Bueno e Margot, Pietro Gori, cori di montagna e vecchi archivi (… e al minuto 5 Dora al pianoforte)

Grazie ad Alice di @lhacantataunafemmina per aver portato musica storia e pensieri in questa serata. Prima o poi canteremo insieme!

La pagina con le chiacchierate passate e future è questa qui.

Le dirette Instagram si possono seguire qui.

Come viene approvato un vaccino? Quali e quanti dati servono?

Nell’ultimo anno fra le altre cose sono cambiati anche alcuni aspetti della modalità con cui sono stati approvati i nuovissimi vaccini anti-COVID19. Per la prima volta le aziende non hanno proceduto come di consueto, attendendo cioè di terminare le ricerche prima di consegnare l’enorme faldone con i risultati all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), ma la valutazione dei risultati da parte delle agenzie regolatorie è avvenuta man mano che emergevano nuovi dati degni di nota. Questo è il motivo di fondo che ha permesso di accelerare molto i tempi di valutazione dei tre vaccini finora disponibili in Italia.

Ma come avviene nel dettaglio l’iter di approvazione, europeo e/o livello nazionale, di un farmaco? Quanti dati vengono davvero resi disponibili dalle aziende? Come lavorano le commissioni preposte a vigilare? Quali rapporti – legalissimi – ci sono fra aziende farmaceutiche e agenzie regolatorie? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Clavenna, Responsabile dell’ Unità di Farmacoepidemiologia della Salute Materno Infantile dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano.

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Il senso dell’istruzione per la salute mentale. Nuovi risultati da Whitehall II

Aver avuto la possibilità di studiare da giovani pare correlato con la prevalenza di demenze in età avanzata. Sia negli uomini che nelle donne, ma il dato è che le donne oggi anziane hanno studiato molto meno da giovani.Lo dice Whitehall 2 uno studio serio (nel pezzo spieghiamo che cos’è Whitehall 2, perché è importante saperlo, e in che senso uno studio è più serio di altri).

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