Aperte o chiuse? Il dilemma delle scuole ai tempi di COVID-19

Estrema complessità: questa è la sintesi del periodo che stiamo vivendo. Complessità anzitutto a livello gestionale della pandemia, e quindi nella possibilità di avere risposte solide circa i contesti dove il rischio di contagio è maggiore. È decisamente più probabile che una scelta politica si riveli efficace se si basa sui risultati di analisi condotte rigorosamente, che a loro volta possono essere tali solo se usano dati completi e confrontabili perché raccolti con un metodo anch’esso rigoroso e condiviso.

Quando questo non è possibile, la cosa più onesta da fare è procedere per principio di precauzione: fare ciò che a rigor di logica esporrebbe di meno al rischio di contagio.

Il tema della scuola e del suo ruolo nella diffusione di COVID-19 è al centro di questa rete di complessità e il risultato è che oggi siamo a un‘impasse. La scelta politica di tenere le scuole aperte o di proseguire con la didattica a distanza finora non ha potuto basarsi su analisi definitive, ma solo sul principio di precauzione: i dati disponibili non sono ancora completi, perché non abbiamo i numeri precisi dei contagi nelle scuole per tutte le regioni; abbiamo solo un po’ di dati su quante delle persone che frequentano la scuola sono risultate positive nei mesi passati.

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[VIDEO] “La Resa dei conti”. Ieri in diretta a Science Stream

Se interessa qui si può rivedere la puntata di ieri di “La Resa dei conti” dove ero ospite di Stefano Bertacchi e Ruggero Rollini su Twitch.

Si parla di dati e dati aperti, Regione Lombardia, incertezza, ruolo del giornalista, commentando dei bei lavori di colleghi come Riccardo Saporiti e Isaia Invernizzi e meme brutti.

Dora è in pole per 1 ora e 30 minuti filati.

https://www.twitch.tv/videos/887926874

[VIDEO] Fare la giornalista scientifica in tempo di Covid. Seminario UNIFI (11.11.2020)

Cari amici,

condivido se interessa un seminario su “Il lavoro del datajournalist in epoca COVID” che ho avuto la gioia di tenere al mio vecchio corso di laurea magistrale in Logica e Filosofia della Scienza all’Università di Firenze lo scorso novembre.

Si parla di metodo prima di tutto, ma anche di dati, fra cui i 21 indicatori per la scelta dei colori, che erano appena usciti.

Da aprile 2020 nessun caso di morbillo e rosolia in Italia

Non solo la stagione influenzale sta seguendo un andamento più contenuto rispetto agli anni precedenti, ma anche i casi di morbillo e rosolia non sono mai stati così bassi negli ultimi anni: da aprile a fine ottobre 2020 non è stato segnalato all’ISS nessun caso di morbillo né di rosolia.

Dal 1 gennaio al 31 ottobre 2020 sono arrivate infatti segnalazioni da 12 Regioni, per un totale di 101 casi di morbillo (incidenza 3,3 casi per milione ), di cui 52 nel mese di gennaio, 40 nel mese di febbraio e 9 nel mese di marzo.

Lo mostra l’ultimo rapporto, aggiornato al 30 novembre, della Sorveglianza Integrata del Morbillo e della Rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità.

Attenzione: non si parla solo di bambini L’età mediana dei nuovi casi di morbillo è 33 anni (contiamo 12 contagi tra operatori sanitari e due tra operatori scolastici) e nella metà dei casi il morbillo ha riguardato persone tra 15 e 39 anni di età. Sono stati cinque invece i casi, su 101, in bambini con meno di un anno di età. Il 93% dei casi non era vaccinato al momento del contagio e ricordiamo che ci si può vaccinare a qualsiasi età.

Le complicazioni sono sono poche

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