In tre anni i disturbi alimentari sono più che raddoppiati. Specie fra i giovanissimi 

Il itolo è forte, ma il dato è reale, perché proviene dalla survey nazionale del Ministero della Salute 2019- 2023, che incrocia fonti di diverse: le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), gli accessi ai centri specializzati e alla specialistica ambulatoriale, al pronto soccorso e le esenzioni. Nel 2019 erano i casi di disturbi alimentari (anoressia, bulimia e binge eating) intercettati erano stati 680.569, nel 2020 erano balzati a 879.560, nel 2021 a 1.230.468, e nel 2022 a 1.450.567. Questi i nuovi casi. Nel complesso le persone trattate oggi per queste patologie sono oltre 3 milioni; nel 2000 erano circa 300 mila. Anche i dati Rencam regionali (Registro nominativo cause di morte ) sono purtroppo molto alti, il dato Rencam del 2022 rileva complessivamente 3.158 decessi con diagnosi correlate ai Disturbi della Alimentazione e della nutrizione, con una variabilità più alta nelle regioni dove sono scarse o addirittura assenti le strutture di cura e con una età media di 35 anni, che significa che una alta percentuale di questo numero ha una età inferiore a 25 anni.

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Il racconto del primo trapianto di polmone da vivente effettuato in Italia

Michele Colledan è un medico chirurgo dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che dirige il Dipartimento di insufficienza d’organo e trapianto. Riusciamo a ottenere un po’ del suo tempo un giovedì di gennaio, fra un intervento e l’altro. Non è semplice, perché Colledan è un chirurgo che si occupa prevalentemente di trapianti; è colui che a metà gennaio 2023 ha coordinato il gruppo che ha permesso il primo trapianto di polmone da vivente in Italia.

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