Quante donne fanno politica? Su 193 paesi solo 10 hanno un capo di Governo femmina. Tutti i dati

Un team di UN Women, piattaforma delle Nazioni Unite, ha pubblicato recentemente una mappa di quante donne sono presenti fra le più alte cariche dello stato in tutti i paesi del mondo al 1 gennaio 2019. Risultato: su 193 paesi solo 10 hanno una donna come capo di governo.

Sono invece 55 su 279 (il 19,7%, cioè uno su cinque) le donne a capo di una camera parlamentare (ci sono paesi, come l’Italia, con due organi paralleli: la Camera dei Deputati e il Senato). Sono donne inoltre 180 sui 638 vicepresidenti di una camera: il 28,2%, cioè poco più di un vicepresidente su quattro.

Il progresso delle donne in politica è stato lento. Secondo i dati più recenti dell’Unione parlamentare internazionale, la prevalenza femminile è solo raddoppiata in termini percentuali rispetto a 20 anni fa: oggi solo il 24% dei parlamentari di tutto il mondo sono donne. Uno su quattro.

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Università, solo un’autrice ogni due autori ha pubblicato articoli scientifici

Un articolo pubblicato a fine novembre su The Lancet Global Health è lapidario: si continua a registrare un persistente divario di genere nell’editoria accademica. Solo un autore su tre che ha pubblicato sulla rivista dal 2013 al 2018 è donna. Sebbene il numero di autrici sia cresciuto in modo sostanziale dagli anni Sessanta a oggi, e il numero grezzo di pubblicazioni stia diventando sempre più uniforme quanto al genere, gli uomini continuano a dominare le ambite posizioni del primo e dell’ultimo autore (che in un articolo scientifico sono lasciate alla persona che ha dato il maggiore contributo alla ricerca o al coordinatore). Sono di più anche i singoli autori uomini, che le singole autrici. Si tratta di un tema cruciale dal momento che l’avanzamento della carriera accademica è in gran parte guidato dalla ricerca peer-reviewed, dove il numero di pubblicazioni e il grado degli autori rappresentano importanti indicatori di produttività e qualità.

Le differenze di genere nell’editoria accademica sono influenzate da sistemi iniqui che continuano a svantaggiare le donne e gli autori nel campo della salute globale” concludono gli autori. “Le donne hanno meno probabilità di ottenere finanziamenti.”

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Dossier su Le Scienze sulla salute riproduttiva della donna

Morti da parto forse evitabili, basso uso di contraccettivi e disinformazione: in Italia la salute riproduttiva delle donne ha qualche problema
Un recente rapporto ha mostrato che in Italia la mortalità materna è più elevata rispetto a quanto si ritenesse in passato. E che molte di queste morti forse si sarebbero potute evitare se l’assistenza fosse stata più appropriata.

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Stereotipi di genere, ecco dove resistono di più fra le donne

Si è parlato molto nei giorni scorsi del sondaggio di Istat sugli stereotipi di genere sul ruolo sociale della donna e sulle ragioni che “provocano” la violenza, rilevando come questi stereotipi siano ben radicati anche fra la stessa popolazione femminile. Un aspetto che ha colpito molto noi di Infodata è il dettaglio regionale: in molte regioni sono di più le donne concordi con certi stereotipi legati alla violenza o anche solo al ruolo sociale subalterno della donna, rispetto agli uomini. E no: non si tratta di un gradiente nord-sud. In alcune regioni del nord la consapevolezza sulla violenza fra le donne è molto minore che in molte aree del meridione.

L’affermazione che ha fatto più scalpore è quella riguardante la relazione fra ciò che la donna indossa e un conseguente atto di violenza: “le donne possono provocare la violenza con il loro modo di vestire”. Complessivamente la percentuale delle donne che è molto/abbastanza d’accordo con questa affermazione supera (di poco, ma supera) quella degli uomini. Vi sono tuttavia regioni dove gli uomini sono molto più d’accordo con questa affermazione che le donne (Sardegna, Basilicata, Umbria) ma vi sono anche regioni in cui le donne sono molto più d’accordo degli uomini su questa affermazione (Calabria, Veneto e Trentino Alto Adige).

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