I dati Invalsi parlano chiaro: in Italia, tre ragazzi su dieci che frequentano il terzo anno delle scuole medie non raggiungono la sufficienza nelle competenze alfabetiche e quattro su dieci in matematica. Molte sono le differenze territoriali, di genere e di reddito familiare, spesso determinate da fattori che alimentano le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità educative. Anche nelle regioni dove le cose vanno meglio – Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche – non meno di un ragazzo su quattro risulta insufficiente in queste abilità. La famiglia di provenienza è sempre determinante. Il 60% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito oscilla fra il livello 1 e il livello 2 (su cinque totali) nella comprensione testuale, contro il 15% di chi proviene da famiglie ad alto reddito. Un ragazzo su quattro di quest’ultimo gruppo sociale si colloca al livello 5, il massimo, insieme al 3% di chi proviene da famiglie economicamente svantaggiate. Nel Meridione questa forbice è ancora più marcata.
Disuguaglianze sociali e di salute
Almeno 700 mila senzatetto in Europa. La crisi del mattone raccontata con i dati
Il 2020 è alle porte ma l’obiettivo che l’Europa si era posta circa la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale sembra definitivamente irraggiungibile. A fine novembre in occasione dell’apertura del tredicesimo Vertice del G20, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si congratulava con gli stati membri per i ben ventidue trimestri consecutivi di crescita economica. La Quarta panoramica sull’esclusione abitativa in Europa di Feantsa e Fondazione Abbé Pierre mostra invece un’altra faccia dell’Europa: quella di chi è rimasto indietro. Proprio nel 2018 abbiamo capito che qualsiasi sforzo sarà vano per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo posti per il 2020: solo il 2017 ha registrato una leggera diminuzione del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale rispetto al 2008.
Almeno 700 mila senzatetto
Si stima (anche se è un numero da considerarsi solo come ordine di grandezza) che 700 mila persone nell’Unione Europea non abbiano una casa e siano costrette a dormire per strada o in rifugi di emergenza, il 70% in più di 10 anni fa.
Considerazione su mance e riders: ecco quanto guadagnano i top influencer
Si è parlato molto i giorni scorsi della notizia dei riders di Deliveroo che hanno reso nota la lista delle celebrità che non lasciano mai la mancia. Si è finiti però per focalizzarsi sul dito e forse non abbastanza sulla luna. Fedez, il noto rapper, ha sicuramente ragione quando sottolinea che non è la mancia a rendere più equo il compenso di un lavoratore sottopagato. La domanda di fondo è la medesima che alcuni hanno sollevato in questi giorni a proposito della ricostruzione di Notre Dame: dobbiamo rendere grazie ai grandi mecenati per le nutrite donazioni o invece pretendere una più equa tassazione?
Il vero tema è la distribuzione della ricchezza, e i meccanismi che ne (auto)alimentano la polarizzazione. Una tendenza che va in direzione ostinata e contraria rispetto agli obiettivi di sostenibilità che ci siamo posti (non tutti, certo) da qui al 2030.
Il 2019 dei migranti verso l’Italia. Uno su quattro è morto in mare
Secondo i dati dell’Unhcr, sia nel 2018 che nel 2019 gli arrivi sono diminuiti rispetto agli anni appena precedenti. Nel 2018 gli arrivi in totale sono stati 141.500, 40 mila in meno rispetto all’anno precedente, e solo 23 mila di essi in Italia, l’equivalente degli abitanti di una piccola cittadina di provincia. Dal 2014 al 2019 sono arrivati in tutta Europa da Italia, Grecia e Spagna 2 milioni di migranti su 741,4 milioni di persone residenti in Europa. Due milioni è appena la popolazione di una città come Parigi.
Gli arrivi del 2019: 625 persone Nei primi quattro mesi del 2019 sono arrivate in Italia 625 persone migranti (aggiornamento al 16 aprile), contro le oltre 9 mila della Grecia e le 3 mila della Spagna. Abbiamo contato 202 persone accolte sulle coste italiane a gennaio, 60 a febbraio, 262 a marzo e 99 al 15 aprile 2019.